Factio prende sul serio la storia: ogni personaggio, istituzione, luogo ed evento rimanda a un testo che puoi leggere gratuitamente. Se trovi un errore, la fonte è qui per smentirci.
Racconti e quanto c'è di storico
Foro Romano, davanti ai Rostri · Ricostruzione
Una toga troppo bianca
I consigli al candidato vengono dal Commentariolum petitionis, attribuito a Quinto Tullio Cicerone e scritto per la candidatura del fratello Marco al consolato del 63 a.C.; l'attribuzione è discussa dagli studiosi. Il candidato che incontri è un personaggio di gioco, non una figura storica.
La lex Tullia de ambitu fu approvata nel 63 a.C. durante il consolato di Cicerone, che la cita nella Pro Murena. L'accusatore che ti minaccia è un personaggio di gioco.
Campo Marzio, il giorno delle elezioni consolari · Attestato
La corazza sotto la toga
La corazza di Cicerone al Campo Marzio e i congiurati armati condotti da Catilina sono raccontati da Cicerone stesso nella Pro Murena; la sconfitta di Catilina alle elezioni del 63 a.C. è in Sallustio. La tua presenza e le tue scelte sono invenzione di gioco.
Plutarco descrive l'abitudine di Crasso di comprare case in fiamme e quelle vicine, ma senza datare un incendio preciso al 63 a.C. Questo incendio, l'insula e il procuratore sono invenzione di gioco costruita su quel passo.
I cinquecento schiavi costruttori di Crasso sono in Plutarco; lo scioglimento dei collegia per senatoconsulto nel 64 a.C. è in Asconio. Le famiglie, il cantiere e gli incontri clandestini sono invenzione di gioco.
Sallustio riferisce la voce del giuramento con il sangue e il vino, e dice esplicitamente che molti la ritenevano inventata. Sallustio non indica dove si tenne la riunione: la stanza sul Palatino è una scelta di gioco.
Il ruolo di Fulvia e di Quinto Curio nel rivelare la congiura è in Sallustio. L'incontro nel giardino e la tua parte di messaggero sono invenzione di gioco.
Tempio di Giove Statore, alle pendici del Palatino · Attestato
I banchi vuoti
La seduta nel tempio di Giove Statore, l'attacco della Prima Catilinaria e i banchi lasciati vuoti attorno a Catilina sono attestati da Cicerone e da Plutarco. La tua presenza è invenzione di gioco: chi non era senatore poteva al massimo assistere dalla soglia.
Il dibattito del 5 dicembre del 63 a.C. (le None di dicembre), le proposte di Silano e di Cesare e i cavalieri armati attorno al tempio della Concordia sono in Sallustio e in Cicerone. Il tuo ruolo è invenzione di gioco.
Tempio della Concordia, al calar del giorno · Attestato
Il discorso di Catone
Il discorso di Catone e il tentativo dei liberti e dei clienti di Lentulo di liberarlo sono in Sallustio. Ciò che fai tu, e in particolare l'eventuale riuscita della liberazione, è storia alternativa: nella realtà Lentulo fu giustiziato quella sera stessa.
La descrizione del Tullianum e l'esecuzione sono in Sallustio, la parola di Cicerone ai congiurati nel Foro è in Plutarco. Il tuo ruolo è invenzione di gioco.
Foro Romano, la notte delle None · Invenzione di gioco
Una cella vuota
Questo racconto è storia alternativa, nata dalle tue scelte. Nella realtà il tentativo di liberare Lentulo, ricordato da Sallustio, fallì e i congiurati furono giustiziati il 5 dicembre del 63 a.C.
L'arresto al ponte Milvio e il riconoscimento dei sigilli sono in Sallustio e nella Terza Catilinaria. La lettera caduta nel fango è invenzione di gioco.
La lettera di Catilina sull'esilio a Massilia è in Sallustio; in realtà Catilina andò in Etruria, dall'esercito di Manlio. Il tuo esilio è invenzione di gioco.
La descrizione del Tullianum è in Sallustio. Nella Roma repubblicana il carcere serviva soprattutto alla custodia e all'esecuzione, non a scontare pene: la tua detenzione è una convenzione di gioco.
Tempio di Esculapio all'Isola Tiberina · Ricostruzione
All'Isola Tiberina
L'arrivo di Esculapio a Roma e la fondazione del tempio sull'Isola Tiberina sono nel riassunto del libro 11 di Livio. Le cure che ricevi sono invenzione di gioco.
Il rito dei Lemuria è descritto da Ovidio nei Fasti, ma si celebrava in casa e nel mese di maggio, non tra le tombe. Questo Luogo di Penitenza è un'invenzione di gioco ispirata a quel rito.
Nell'atrio, sotto gli occhi dei creditori · Ricostruzione
L'asta dei tuoi beni
La procedura della bonorum venditio è descritta da Gaio. L'asta nell'atrio di casa è una semplificazione di gioco: le fonti non permettono di dire con precisione dove si svolgesse ogni vendita.
Il centro politico, giudiziario, religioso ed economico della città, tra il Palatino e il Campidoglio. Qui si parla al popolo, si giudica, si commercia. Ai piedi del Campidoglio sorgono il tempio della Concordia e il carcere.
La magistratura più alta della Repubblica: due consoli eletti ogni anno dai comizi centuriati al Campo Marzio. Per un uomo nuovo è la scalata di una vita.
Le proscrizioni di Silla hanno lasciato liste di nomi, beni confiscati e figli esclusi dalle cariche. Nel 63 a.C. Cicerone li tiene ancora lontani dai comizi. Vendicare un nome, cancellarlo o scriverne di nuovi: la tua ambizione passa da una lista.
I soldati che hanno combattuto in Oriente contro Mitridate e aspettano le terre promesse. Le otterranno solo anni dopo, con l'accordo tra Pompeo, Cesare e Crasso.
Usurai, banchieri, cavalieri che prestano a interesse. Nel 63 a.C. il debito è la febbre che alimenta la congiura, e Cicerone si vanta di non aver ceduto a chi voleva cancellarlo.
Associazioni di quartiere e di mestiere. Un decreto del Senato del 64 a.C. ha sciolto quelli ritenuti contrari allo Stato: nel 63 a.C. si riuniscono, quando si riuniscono, di nascosto.
I seguaci di Lucio Sergio Catilina: nobili rovinati, giovani ambiziosi, veterani di Silla, debitori disperati. Catilina promette la cancellazione dei debiti.
Facundia, Umbra, Ferocia e Vigilantia sono regole di gioco, non categorie storiche. La probabilità di successo è 50 più 10 per ogni punto di Virtù sopra la difficoltà (o meno 10 per ogni punto sotto), tra un minimo di 10 e un massimo di 100. Il dado si tira sul server. Ogni prova con difficoltà almeno pari alla Virtù dà una tacca; quando le tacche arrivano alla Virtù più uno, la Virtù sale.
Il calendario
L'intestazione mostra la data di oggi sul calendario repubblicano di 355 giorni in uso nel 63 a.C., con Calende, None e Idi. Un giorno che nel mese repubblicano non esiste diventa l'ultimo del mese. Il mese intercalare non è rappresentato.
Un cittadino porta i tria nomina: praenomen, nomen della gens e, spesso, cognomen. Le donne usano di solito il nome della gens al femminile; i liberti prendono praenomen e nomen dell'ex padrone.
Le traduzioni italiane dei passi latini e greci sono traduzioni di servizio di Factio, condotte sul testo originale che trovi al collegamento. Se ne trovi una imprecisa, il testo originale fa fede.
Tutte le fonti
Asconio Pediano, Commento alla Contro Pisone di Cicerone
nota a Pis. 8 (p. 7 Clark)
L. Iulio C. Marcio consulibus quos et ipse Cicero supra memoravit senatus consulto collegia sublata sunt quae adversus rem publicam videbantur esse constituta.
Latino
Sotto il consolato di Lucio Giulio e Gaio Marcio, che anche Cicerone ha ricordato poco prima, con un decreto del Senato furono soppressi i collegi che sembravano costituiti contro lo Stato.
Lucio Giulio Cesare e Gaio Marcio Figulo furono consoli nel 64 a.C. Asconio aggiunge che Clodio, da tribuno, ristabilì i collegi sei anni dopo.
Cicerone, Contro Pisone (In Pisonem)
4
Ego adulescentis bonos et fortis, sed usos ea condicione fortunae ut, si essent magistratus adepti, rei publicae statum convolsuri viderentur, meis inimicitiis, nulla senatus mala gratia comitiorum ratione privavi.
Latino
Io, attirandomi inimicizie personali ma senza alcun danno per il Senato, ho escluso dai comizi dei giovani onesti e coraggiosi, che però si trovavano in una condizione tale che, se avessero ottenuto le magistrature, sembrava avrebbero sconvolto l'assetto dello Stato.
Cicerone non li nomina, ma il passo si riferisce ai figli dei proscritti di Silla, esclusi dalle cariche (vedi Velleio Patercolo 2.28.4).
Cicerone, I doveri (De officiis)
2.84
Numquam vehementius actum est quam me consule, ne solveretur; armis et castris temptata res est
Latino
Mai si è lottato con tanta forza per non pagare i debiti come durante il mio consolato: si tentò di ottenerlo con le armi e con un esercito accampato.
Cicerone, In difesa di Flacco (Pro Flacco)
102
O Nonae illae Decembres quae me consule fuistis! quem ego diem vere natalem huius urbis aut certe salutarem appellare possum.
Latino
O None di dicembre del mio consolato! Quel giorno posso chiamarlo davvero il giorno natale di questa città, o almeno il giorno della sua salvezza.
Cicerone, In difesa di Murena (Pro Murena)
52
descendi in campum cum firmissimo praesidio fortissimorum virorum et cum illa lata insignique lorica, non quae me tegeret--etenim sciebam Catilinam non latus aut ventrem sed caput et collum solere petere--verum ut omnes boni animadverterent
Latino
scesi al Campo con una scorta solidissima di uomini molto coraggiosi e con quella corazza larga e ben visibile, non perché mi proteggesse (sapevo bene che Catilina non mirava al fianco o al ventre, ma alla testa e al collo), ma perché tutti i buoni cittadini se ne accorgessero.
Cicerone, In difesa di Murena (Pro Murena)
5 e 67
Nam quod legem de ambitu tuli, certe ita tuli ut eam quam mihimet ipsi iam pridem tulerim de civium periculis defendendis non abrogarem. … Ambitum accusas; non defendo. Me reprehendis, quod idem defendam quod lege punierim. Punivi ambitum, non innocentiam
Latino
Quanto al fatto che ho proposto una legge sui brogli elettorali, l'ho proposta senza abrogare quella che da tempo mi sono dato da me: difendere i cittadini in pericolo. … Accusi di broglio: non lo difendo. Mi rimproveri di difendere ciò che ho punito per legge. Ho punito il broglio, non l'innocenza.
Al paragrafo 47 Cicerone elenca le pene più severe introdotte dalla sua legge, la lex Tullia de ambitu del 63 a.C.
Cicerone, In difesa di Sestio (Pro Sestio)
96
duo genera semper in hac civitate fuerunt eorum qui versari in re publica atque in ea se excellentius gerere studuerunt; quibus ex generibus alteri se popularis, alteri optimates et haberi et esse voluerunt.
Latino
In questa città ci sono sempre stati due tipi di uomini tra quelli che si sono dedicati alla vita pubblica cercando di distinguersi: gli uni vollero essere e apparire popolari, gli altri ottimati.
L'orazione è del 56 a.C.: Cicerone descrive una divisione che riguardava già gli anni del suo consolato.
Cicerone, Le leggi (De legibus)
2.20
Interpretes autem Iouis optumi maxumi, publici augures, signis et auspiciis postera uidento
Latino
Gli àuguri pubblici, interpreti di Giove Ottimo Massimo, prevedano il futuro con i segni e gli auspici.
The Latin Library ha una lezione diversa: «signis et auspiciis operam danto, disciplinam tenento».
Cicerone, Le leggi (De legibus)
2.58
'Hominem mortuum' inquit lex in XII ' in urbe ne sepelito neve urito.'
Latino
«Non si seppellisca né si bruci in città un uomo morto», dice la legge delle Dodici Tavole.
Cicerone, Prima Catilinaria (In Catilinam I)
1
Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? quam diu etiam furor iste tuus nos eludet?
Latino
Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza? Per quanto tempo ancora questa tua follia si prenderà gioco di noi?
Cicerone, Prima Catilinaria (In Catilinam I)
11
Magna dis inmortalibus habenda est atque huic ipsi Iovi Statori, antiquissimo custodi huius urbis, gratia, quod hanc tam taetram, tam horribilem tamque infestam rei publicae pestem totiens iam effugimus.
Latino
Dobbiamo grande gratitudine agli dei immortali e proprio a questo Giove Statore, antichissimo custode di questa città, perché tante volte siamo già sfuggiti a una rovina così ripugnante, così orribile e così ostile allo Stato.
Cicerone, Prima Catilinaria (In Catilinam I)
16
Quis te ex hac tanta frequentia totque tuis amicis ac necessariis salutavit? … Quid, quod adventu tuo ista subsellia vacuefacta sunt, quod omnes consulares, qui tibi persaepe ad caedem constituti fuerunt, simul atque adsedisti, partem istam subselliorum nudam atque inanem reliquerunt
Latino
Chi ti ha salutato, in mezzo a tanta folla e a tanti tuoi amici e parenti? … E che dire del fatto che al tuo arrivo quei banchi si sono svuotati, che tutti gli ex consoli, che tante volte avevi destinato alla morte, appena ti sei seduto hanno lasciato quella parte dei banchi spoglia e vuota?
Cicerone, Quarta Catilinaria (In Catilinam IV)
7
Video duas adhuc esse sententias, unam D. Silani, qui censet eos, qui haec delere conati sunt, morte esse multandos, alteram C. Caesaris, qui mortis poenam removet, ceterorum suppliciorum omnis acerbitates amplectitur.
Latino
Vedo che finora le proposte sono due: una di Decimo Silano, secondo cui chi ha tentato di distruggere tutto questo va punito con la morte; l'altra di Gaio Cesare, che esclude la pena di morte ma abbraccia tutte le asprezze delle altre pene.
Cicerone, Sul comando di Gneo Pompeo (Pro lege Manilia)
17-18
Nam et publicani, homines honestissimi atque ornatissimi, suas rationes et copias in illam provinciam contulerunt
Latino
Infatti i publicani, uomini onoratissimi e stimatissimi, hanno trasferito in quella provincia i loro affari e i loro capitali.
La provincia è l'Asia, minacciata da Mitridate. L'orazione è del 66 a.C.
Cicerone, Terza Catilinaria (In Catilinam III)
10
Ac ne longum sit, Quirites, tabellas proferri iussimus, quae a quoque dicebantur datae. Primo ostendimus Cethego; signum cognovit.
Latino
Per farla breve, Quiriti, ordinammo di portare le tavolette che si diceva fossero state consegnate da ciascuno di loro. Le mostrammo prima a Cetego: riconobbe il sigillo.
Cicerone, Terza Catilinaria (In Catilinam III)
19-20
Cotta et Torquato consulibus complures in Capitolio res de caelo esse percussas, cum et simulacra deorum depulsa sunt et statuae veterum hominum deiectae et legum aera liquefacta … Idemque iusserunt simulacrum Iovis facere maius et in excelso collocare et contra atque antea fuerat ad orientem convertere
Latino
sotto il consolato di Cotta e Torquato molte cose sul Campidoglio furono colpite dal fulmine: furono abbattuti simulacri di dei, rovesciate statue di uomini antichi, fuse le tavole di bronzo delle leggi … Gli stessi aruspici ordinarono di fare una statua di Giove più grande, di collocarla in alto e di rivolgerla, al contrario di prima, verso oriente.
Cicerone aggiunge che i lavori furono così lenti che la statua venne collocata solo il giorno stesso del suo discorso.
Cicerone, Tuscolane (Tusculanae disputationes)
1.13
an tu egressus porta Capena cum Calatini, Scipionum, Serviliorum, Metellorum, sepulcra vides, miseros putas illos?
Latino
Quando esci dalla porta Capena e vedi i sepolcri di Calatino, degli Scipioni, dei Servili, dei Metelli, pensi forse che siano infelici?
La Via Appia partiva dalla porta Capena (vedi la pagina di Wikipedia sulla Via Appia).
Gaio, Istituzioni
3.79
Et si quidem uiui bona ueneant, iubet ea praetor per dies continuos XXX possideri et proscribi, si uero mortui, per dies XV postea iubet conuenire creditores et ex eo numero magistrum creari, id est eum, per quem bona ueneant.
Latino
Se si vendono i beni di un vivo, il pretore ordina che siano posseduti dai creditori e messi in vendita per trenta giorni di seguito, se di un morto per quindici; poi ordina che i creditori si riuniscano e scelgano tra loro un magister, cioè colui che venderà i beni.
Il paragrafo 3.78 elenca di chi si vendono i beni: tra gli altri, dei debitori condannati che non pagano nel termine.
Livio, Periochae (riassunti dei libri di Livio)
11
Cum pestilentia civitas laboraret, missi legati ut Aesculapi signum Romam ab Epidauro transferrent, anguem, qui se in navem eorum contulerat in quo ipsum numen esse constabat, deportaverunt; eoque in insulam Tiberis egresso eodem loco aedis Aesculapio constituta est.
Latino
Poiché la città era colpita da una pestilenza, furono mandati ambasciatori a portare a Roma da Epidauro il simulacro di Esculapio; riportarono un serpente che era salito sulla loro nave e nel quale, si riteneva, abitava il dio stesso. Il serpente scese sull'isola del Tevere, e in quel luogo fu eretto un tempio a Esculapio.
Livio, Storia di Roma dalla fondazione (Ab Urbe condita)
35.10.11-12
aedilitas insignis eo anno fuit M. Aemilii Lepidi et L. Aemilii Pauli … porticum unam extra portam Trigeminam, emporio ad Tiberim adiecto … perduxerunt.
Latino
Quell'anno fu notevole l'edilità di Marco Emilio Lepido e Lucio Emilio Paolo … costruirono un portico fuori dalla porta Trigemina, aggiungendovi un emporio sul Tevere.
Gli edili sono nominati al paragrafo 11, l'emporio al 12. Il testo latino non indica l'anno: il 193 a.C. è nella pagina di Wikipedia sulla Porticus Aemilia (https://it.wikipedia.org/wiki/Porticus_Aemilia).
Livio e Plauto, Storia di Roma 24.16.18; Anfitrione 462
Liv. 24.16.18; Plaut. Amph. 462
pilleati aut lana alba velatis capitibus volones epulati sunt … ut ego hodie raso capite calvos capiam pilleum.
Latino
gli schiavi volontari, appena liberati, banchettarono con il pileo in testa o con il capo velato di lana bianca … (Sosia spera) che oggi, rasato e calvo, io possa prendere il pileo.
In entrambi i passi il pileo è il segno dello schiavo che diventa libero.
Ovidio, Fasti
5.421-444
ritus erit veteris, nocturna Lemuria, sacri: inferias tacitis manibus illa dabunt. … vertitur et nigras accipit ante fabas … cum dixit novies 'manes exite paterni' respicit, et pure sacra peracta putat.
Latino
Sarà il rito di un'antica cerimonia, i notturni Lemuria: offriranno doni funebri ai Mani silenziosi. … si volta e prende prima le fave nere … dopo aver detto nove volte «Mani dei padri, uscite», si volta indietro, e ritiene compiuto il rito secondo le regole.
Plinio il Vecchio, Storia naturale (Naturalis historia)
26.12 (cap. 8 su Perseus)
donec asclepiades aetate magni pompei orandi magister nec satis in arte ea quaestuosus, ut ad alia quam forum sagacis ingenii, huc se repente convertit
Latino
finché Asclepiade, all'epoca di Pompeo Magno maestro di eloquenza ma poco redditizio in quell'arte, e d'ingegno acuto per tutto tranne che per il foro, si volse all'improvviso alla medicina.
L'edizione di Perseus scrive i nomi propri con l'iniziale minuscola. Il passo non nomina la città di origine di Asclepiade.
Cicerone uscì e convocò il Senato nel tempio di Zeus Stesio, che i Romani chiamano Statore, che sorge all'inizio della Via Sacra, per chi sale verso il Palatino.
Vedendo che molti congiurati erano ancora radunati nel Foro, ignari di quanto era accaduto e in attesa della notte, convinti che quegli uomini fossero ancora vivi e si potessero liberare, disse loro a gran voce: «Hanno vissuto».
Plutarco spiega subito dopo che i Romani dicono così per non pronunciare parole di cattivo augurio sulla morte.
Inoltre, vedendo che i flagelli connaturati e familiari a Roma erano gli incendi e i crolli, dovuti al peso e alla fitta massa degli edifici, comprava schiavi architetti e costruttori; poi, quando ne ebbe più di cinquecento, si mise a comprare le case che bruciavano e quelle vicine alle case in fiamme.
Plutarco non data questo passo a un anno preciso: descrive un'abitudine di Crasso.
Pompeo salì su quel rialzo e annunciò ai soldati che Mitridate era morto: si era ucciso quando il figlio Farnace gli si era ribellato.
La data della morte di Mitridate, il 63 a.C., è nella pagina di Wikipedia collegata.
Quinto Tullio Cicerone (attribuito), Commentariolum petitionis
cap. I (§ 2)
Civitas quae sit cogita, quid petas, qui sis. Prope cottidie tibi hoc ad forum descendenti meditandum est: "Novus sum, consulatum peto, Roma est."
Latino
Pensa a che città è questa, a che cosa chiedi, a chi sei. Quasi ogni giorno, scendendo al Foro, devi ripeterti: «Sono un uomo nuovo, chiedo il consolato, questa è Roma».
The Latin Library divide l'opera solo in capitoli con numeri romani; la numerazione in paragrafi indicata tra parentesi è quella corrente nelle edizioni moderne e non compare sulla pagina. L'attribuzione a Quinto Tullio Cicerone è discussa.
Quinto Tullio Cicerone (attribuito), Commentariolum petitionis
cap. XI (§§ 41-42)
sed opus est magno opere blanditia, quae, etiam si vitiosa est et turpis in cetera vita, tamen in petitione necessaria est
Latino
ma c'è grande bisogno di lusinghe: anche se nel resto della vita sono un vizio e una vergogna, quando si chiede una carica sono necessarie.
The Latin Library divide l'opera solo in capitoli con numeri romani; la numerazione in paragrafi indicata tra parentesi è quella corrente nelle edizioni moderne e non compare sulla pagina. L'attribuzione a Quinto Tullio Cicerone è discussa.
Quinto Tullio Cicerone (attribuito), Commentariolum petitionis
cap. XIV (§ 54)
Tertium restat: "Roma est", civitas ex nationum conventu constituta, in qua multae insidiae, multa fallacia, multa in omni genere vitia versantur
Latino
Resta il terzo punto: «questa è Roma», una città nata dal convergere di popoli diversi, in cui si annidano molte insidie, molti inganni, molti vizi di ogni genere.
The Latin Library divide l'opera solo in capitoli con numeri romani; la numerazione in paragrafi indicata tra parentesi è quella corrente nelle edizioni moderne e non compare sulla pagina. L'attribuzione a Quinto Tullio Cicerone è discussa.
Quinto Tullio Cicerone (attribuito), Commentariolum petitionis
cap. XIV (§§ 55-57)
Et quoniam in hoc vel maxime est vitiosa civitas, quod largitione interposita virtutis ac dignitatis oblivisci solet, in hoc fac ut te bene noris, id est ut intellegas eum esse te qui iudici ac periculi metum maximum competitoribus adferre possis.
Latino
E poiché il vizio più grande di questa città è che, quando entra in gioco il denaro, dimentica il merito e la dignità, cerca di conoscerti bene: renditi conto di essere tu l'uomo capace di far temere ai concorrenti un processo e i suoi rischi.
The Latin Library divide l'opera solo in capitoli con numeri romani; la numerazione in paragrafi indicata tra parentesi è quella corrente nelle edizioni moderne e non compare sulla pagina. L'attribuzione a Quinto Tullio Cicerone è discussa.
Sallustio, La congiura di Catilina
14.5 e 17.6
Sed maxume adulescentium familiaritates adpetebat: eorum animi molles etiam et fluxi dolis haud difficulter capiebantur. … Ceterum iuventus pleraque, sed maxume nobilium, Catilinae inceptis favebat
Latino
Ma cercava soprattutto l'amicizia dei giovani: i loro animi, ancora teneri e incostanti, si lasciavano prendere facilmente con l'inganno. … Del resto gran parte della gioventù, e soprattutto quella nobile, favoriva i progetti di Catilina.
Sallustio, La congiura di Catilina
21.2
Tum Catilina polliceri tabulas novas, proscriptionem locupletium, magistratus, sacerdotia, rapinas, alia omnia, quae bellum atque lubido victorum fert.
Latino
Allora Catilina prometteva la cancellazione dei debiti, la proscrizione dei ricchi, magistrature, sacerdozi, saccheggi e tutto ciò che portano con sé la guerra e l'arbitrio dei vincitori.
Sallustio, La congiura di Catilina
22.1-3
Fuere ea tempestate, qui dicerent Catilinam oratione habita, cum ad iusiurandum popularis sceleris sui adigeret, humani corporis sanguinem vino permixtum in pateris circumtulisse … Nonnulli ficta et haec et multa praeterea existumabant ab iis, qui Ciceronis invidiam, quae postea orta est, leniri credebant atrocitate sceleris eorum, qui poenas dederant.
Latino
Ci fu a quel tempo chi diceva che Catilina, dopo il discorso, nel costringere i complici del suo delitto a giurare, avesse fatto girare in coppe del sangue umano mescolato al vino. … Alcuni ritenevano che questa e molte altre cose fossero state inventate da chi credeva di attenuare l'odio contro Cicerone, sorto in seguito, con l'atrocità del delitto di chi era stato punito.
Sallustio aggiunge di non avere elementi sufficienti per decidere: la notizia è una voce, non un fatto accertato.
Sallustio, La congiura di Catilina
23.3-4
Erat ei cum Fulvia, muliere nobili, stupri vetus consuetudo. … At Fulvia insolentiae Curi causa cognita tale periculum rei publicae haud occultum habuit, sed sublato auctore de Catilinae coniuratione, quae quoque modo audierat, compluribus narravit.
Latino
Curio aveva da tempo una relazione illecita con Fulvia, una donna nobile. … Ma Fulvia, capita la ragione dell'insolenza di Curio, non tenne nascosto un tale pericolo per lo Stato: tacendo il nome di chi glielo aveva detto, raccontò a molti ciò che aveva sentito, in un modo o nell'altro, della congiura di Catilina.
Sallustio, La congiura di Catilina
25.1-2
Sed in iis erat Sempronia, quae multa saepe virilis audaciae facinora conmiserat. Haec mulier genere atque forma, praeterea viro atque liberis satis fortunata fuit; litteris Graecis et Latinis docta
Latino
Tra queste c'era Sempronia, che spesso aveva compiuto molte imprese di audacia virile. Questa donna fu abbastanza fortunata per nascita e bellezza, e inoltre per il marito e i figli; colta nelle lettere greche e latine.
Il passo continua: «psallere et saltare elegantius quam necesse est probae», suonare e danzare con più eleganza di quanto convenga a una donna onesta.
Sallustio, La congiura di Catilina
26.5
Postquam dies comitiorum venit et Catilinae neque petitio neque insidiae, quas consulibus in campo fecerat, prospere cessere, constituit bellum facere et extrema omnia experiri
Latino
Quando venne il giorno dei comizi e a Catilina non riuscirono né la candidatura né l'agguato che aveva teso ai consoli nel Campo, decise di fare la guerra e di tentare ogni mezzo estremo.
Furono eletti consoli per il 62 a.C. Decimo Giunio Silano e Lucio Licinio Murena (vedi l'elenco dei consoli su Wikipedia).
Sallustio, La congiura di Catilina
26.3-4
Namque a principio consulatus sui multa pollicendo per Fulviam effecerat, ut Q. Curius, de quo paulo ante memoravi, consilia Catilinae sibi proderet; ad hoc collegam suum Antonium pactione provinciae perpulerat, ne contra rem publicam sentiret; circum se praesidia amicorum atque clientium occulte habebat.
Latino
Fin dall'inizio del suo consolato, infatti, con molte promesse fatte attraverso Fulvia, era riuscito a farsi rivelare i piani di Catilina da Quinto Curio, di cui ho parlato poco fa; inoltre, con un accordo sulla provincia, aveva convinto il collega Antonio a non schierarsi contro lo Stato; e teneva di nascosto intorno a sé una scorta di amici e clienti.
Sallustio, La congiura di Catilina
27.1 e 28.4
Igitur C. Manlium Faesulas atque in eam partem Etruriae … dimisit … Interea Manlius in Etruria plebem sollicitare egestate simul ac dolore iniuriae novarum rerum cupidam, quod Sullae dominatione agros bonaque omnis amiserat
Latino
Mandò dunque Gaio Manlio a Fiesole e in quella parte dell'Etruria … Intanto Manlio in Etruria sobillava la plebe, desiderosa di rivolgimenti per la miseria e per il risentimento dell'ingiustizia subita, perché sotto la dittatura di Silla aveva perso le terre e tutti i beni.
Sallustio non dice che Manlio fosse un ex centurione; Plutarco (Vita di Cicerone 14.2) ricorda solo che aveva servito con onore sotto Silla.
Sallustio, La congiura di Catilina
30.7
gladiatoriae familiae Capuam et in cetera municipia distribuerentur pro cuiusque opibus
Latino
che le compagnie di gladiatori fossero distribuite a Capua e negli altri municipi, secondo le risorse di ciascuno.
Sallustio, La congiura di Catilina
33.1
Deos hominesque testamur, imperator, nos arma neque contra patriam cepisse neque quo periculum aliis faceremus, sed uti corpora nostra ab iniuria tuta forent, qui miseri, egentes, violentia atque crudelitate faeneratorum plerique patriae, sed omnes fama atque fortunis expertes sumus.
Latino
Chiamiamo a testimoni gli dei e gli uomini, comandante: non abbiamo preso le armi contro la patria né per mettere in pericolo altri, ma per difendere le nostre persone dall'ingiustizia, noi che, miseri e poveri, per la violenza e la crudeltà degli usurai siamo quasi tutti privi della patria, e tutti del buon nome e dei beni.
È il messaggio di Manlio al comandante Quinto Marcio Re.
Sallustio, La congiura di Catilina
34.2
Se falsis criminibus circumventum, quoniam factioni inimicorum resistere nequiverit, fortunae cedere, Massiliam in exsilium proficisci
Latino
Diceva di essere vittima di false accuse e, non potendo resistere alla fazione dei nemici, di cedere alla sorte e di partire in esilio per Massilia.
In realtà Catilina raggiunse l'accampamento di Manlio in Etruria (Sallustio 36.1).
Sallustio, La congiura di Catilina
36.1
Sed ipse paucos dies conmoratus apud C. Flaminium in agro Arretino, dum vicinitatem antea sollicitatam armis exornat, cum fascibus atque aliis imperi insignibus in castra ad Manlium contendit.
Latino
Egli invece, fermatosi pochi giorni presso Gaio Flaminio nel territorio di Arezzo, mentre armava i vicini già sobillati in precedenza, si diresse con i fasci e le altre insegne del comando all'accampamento di Manlio.
Sallustio, La congiura di Catilina
44.1 e 45.1
Sed Allobroges ex praecepto Ciceronis per Gabinium ceteros conveniunt. Ab Lentulo, Cethego, Statilio, item Cassio postulant ius iurandum, quod signatum ad civis perferant … Cicero per legatos cuncta edoctus L. Valerio Flacco et C. Pomptino praetoribus imperat, ut in ponte Mulvio per insidias Allobrogum comitatus deprehendant.
Latino
Gli Allobrogi, su indicazione di Cicerone, incontrano gli altri congiurati tramite Gabinio. A Lentulo, Cetego, Statilio e anche a Cassio chiedono un giuramento sigillato da portare ai loro concittadini … Cicerone, informato di tutto dagli ambasciatori, ordina ai pretori Lucio Valerio Flacco e Gaio Pomptino di tendere un agguato al ponte Milvio e di fermare il seguito degli Allobrogi.
Sallustio, La congiura di Catilina
46.5
Consul Lentulum, quod praetor erat, ipse manu tenens in senatum perducit, reliquos cum custodibus in aedem Concordiae venire iubet.
Latino
Il console conduce di persona in Senato Lentulo, tenendolo per mano perché era pretore, e ordina che gli altri vengano con le guardie nel tempio della Concordia.
Sallustio, La congiura di Catilina
49.4
ut nonnulli equites Romani, qui praesidi causa cum telis erant circum aedem Concordiae, seu periculi magnitudine seu animi mobilitate inpulsi, quo studium suum in rem publicam clarius esset, egredienti ex senatu Caesari gladio minitarentur.
Latino
tanto che alcuni cavalieri romani, che stavano in armi intorno al tempio della Concordia per proteggerlo, spinti dalla gravità del pericolo o dalla volubilità d'animo, per rendere più evidente la loro devozione allo Stato, minacciarono con la spada Cesare mentre usciva dal Senato.
Sallustio, La congiura di Catilina
50.1
liberti et pauci ex clientibus Lentuli divorsis itineribus opifices atque servitia in vicis ad eum eripiundum sollicitabant, partim exquirebant duces multitudinum, qui pretio rem publicam vexare soliti erant.
Latino
i liberti e alcuni clienti di Lentulo, per strade diverse, sobillavano nei quartieri artigiani e schiavi per strapparlo alla custodia, e in parte cercavano capipopolo abituati a turbare lo Stato in cambio di denaro.
Sallustio, La congiura di Catilina
51.43
Placet igitur eos dimitti et augeri exercitum Catilinae? Minume. Sed ita censeo: publicandas eorum pecunias, ipsos in vinculis habendos per municipia, quae maxume opibus valent
Latino
Propongo dunque di lasciarli andare e di ingrossare l'esercito di Catilina? Niente affatto. La mia proposta è questa: confiscare i loro beni e tenerli in catene nei municipi più forti per risorse.
È la proposta di Gaio Giulio Cesare nel discorso che Sallustio gli attribuisce.
Sallustio, La congiura di Catilina
52.36
de confessis, sicuti de manufestis rerum capitalium, more maiorum supplicium sumundum.
Latino
contro i rei confessi, come contro chi è colto in flagrante in un delitto capitale, si deve applicare la pena secondo il costume degli antenati.
È la conclusione della proposta di Marco Porcio Catone: la pena di morte.
Sallustio, La congiura di Catilina
55.3-5
Est in carcere locus, quod Tullianum appellatur, ubi paululum ascenderis ad laevam, circiter duodecim pedes humi depressus. … In eum locum postquam demissus est Lentulus, vindices rerum capitalium, quibus praeceptum erat, laqueo gulam fregere.
Latino
Nel carcere c'è un luogo chiamato Tullianum: salendo un poco sulla sinistra, è scavato sotto terra per circa dodici piedi. … Dopo che Lentulo vi fu calato, gli esecutori delle condanne capitali, che ne avevano ricevuto l'ordine, lo strangolarono con un laccio.
Il paragrafo 4, omesso qui, descrive le pareti, la volta di pietra, il buio e il fetore del luogo.
Svetonio, Vita di Cesare (Divus Iulius)
13
Deposita provinciae spe pontificatum maximum petit non sine profusissima largitione
Latino
Abbandonata la speranza di una provincia, si candidò al pontificato massimo, non senza elargizioni sfrenate.
Svetonio non indica l'anno: l'elezione del 63 a.C. è nella pagina di Wikipedia su Cesare.
Svetonio, Vita di Cesare (Divus Iulius)
46
Habitavit primo in Subura modicis aedibus, post autem pontificatum maximum in Sacra via domo publica.
Latino
Abitò dapprima nella Suburra, in una casa modesta; poi, dopo il pontificato massimo, sulla Via Sacra, nella residenza pubblica.
Velleio Patercolo, Storia romana
2.28.4
Adiectum etiam, ut bona proscriptorum venirent exclusique paternis opibus liberi etiam petendorum honorum iure prohiberentur
Latino
Si aggiunse anche che i beni dei proscritti fossero venduti e che i loro figli, esclusi dal patrimonio paterno, fossero privati anche del diritto di candidarsi alle cariche.
Wikipedia in italiano, Ambitus (diritto romano)
voce
La legge fu proposta da Marco Tullio Cicerone, durante il suo consolato, per inasprire le disposizioni sull'ambitus.
Italiano
Conferma che la lex Tullia de ambitu fu proposta da Cicerone console. Attenzione: la stessa pagina, in un altro punto, la data per errore al 64 a.C.
Wikipedia in italiano, Aventino
voce
Tra i sette colli era quello più isolato e di accesso più difficile.
Italiano
Conferma la descrizione dell'Aventino.
Wikipedia in italiano, Bonorum venditio
voce
La bonórum venditio, istituto del diritto romano, è il nome dato all'intera procedura di vendita dei beni di un debitore
Italiano
Definisce la vendita dei beni del debitore.
Wikipedia in italiano, Calendario romano
voce
Pertanto, i mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre con le idi cadenti il 15, avevano 31 giorni, come avviene anche attualmente, mentre gli altri ne avevano 29, a differenza di oggi che ne hanno 30, eccetto febbraio che ne aveva 28.
Italiano
Conferma la durata dei mesi nel calendario prima della riforma giuliana, usata dal calendario del gioco.
Wikipedia in italiano, Campidoglio
voce
tempio di Giove Capitolino (Capitolium), o tempio di Giove Ottimo Massimo, dedicato alla triade capitolina (Giove, Giunone e Minerva)
Italiano
Conferma che sul Campidoglio sorgeva il tempio di Giove Ottimo Massimo.
Wikipedia in italiano, Campo Marzio
voce
Fu sede dei comitia centuriata, assemblee del popolo in armi.
Italiano
Conferma che al Campo Marzio si riunivano i comizi centuriati, che eleggevano i consoli.
Wikipedia in italiano, Carcere Mamertino
voce
Il carcere mamertino (o carcere tulliano, in latino Carcer o Tullianum) è il più antico carcere di Roma, e si trova nel Foro Romano.
Italiano
Conferma il nome e la posizione del Tullianum.
Wikipedia in italiano, Circo Massimo
voce
Situato nella valle tra il Palatino e l'Aventino, è ricordato come sede di giochi sin dagli inizi della storia della città
Italiano
Conferma la posizione del Circo Massimo e la sua funzione di sede dei giochi.
Wikipedia in italiano, Collegium
voce
Nel diritto romano il collegium era un'associazione retta da un proprio statuto (la lex collegii) che ne stabiliva finalità e organi, oltre ai criteri di ammissione degli associati.
Italiano
Definisce il collegium come associazione.
Wikipedia in italiano, Commentariolum petitionis
voce
è un saggio in forma epistolare tradizionalmente attribuito a Quinto Tullio Cicerone, che l'avrebbe composto all'incirca nel 65-64 a.C.
Italiano
Conferma l'attribuzione tradizionale e la data dell'opera.
Wikipedia in italiano, Consoli della Repubblica romana
voce
63 a.C.
Italiano
Elenco dei consoli: per il 63 a.C. Marco Tullio Cicerone e Gaio Antonio Ibrida; per il 62 a.C. Decimo Giunio Silano e Lucio Licinio Murena.
Wikipedia in italiano, Emporium
voce
L'Emporium era l'antico porto fluviale della città di Roma
Italiano
Conferma che l'Emporium era il porto fluviale di Roma.
Wikipedia in italiano, Foro Romano
voce
rappresentarono il centro politico, giuridico, religioso ed economico della città di Roma
Italiano
Conferma il ruolo del Foro come centro della vita pubblica.
Wikipedia in italiano, Gaio Antonio Ibrida
voce
console insieme a Cicerone nel 63 a.C.
Italiano
Conferma i consoli del 63 a.C.
Wikipedia in italiano, Gaio Giulio Cesare
voce
l'elezione nel 63 a.C. a pontefice massimo
Italiano
Conferma l'elezione di Cesare a Pontefice massimo nel 63 a.C.
Wikipedia in italiano, Gladiatore
voce
Il gladiatore (in latino gladiātor) era un particolare lottatore dell'antica Roma.
Italiano
Scheda generale sui gladiatori.
Wikipedia in italiano, Gneo Pompeo Magno
voce
avrebbe ratificato i provvedimenti presi in Oriente da Pompeo e concesso le terre ai suoi veterani
Italiano
Conferma la questione delle terre per i veterani di Pompeo, risolta solo con il primo triumvirato.
Wikipedia in italiano, Homo novus
voce
L'homo novus era, nell'antica Roma, colui che proveniva da una famiglia in cui nessuno mai aveva rivestito alcuna carica pubblica
Italiano
Definisce l'uomo nuovo.
Wikipedia in italiano, Isola Tiberina
voce
ospitò il tempio di Esculapio, dio della medicina, il cui culto fu introdotto nel 292 a.C.
Italiano
Conferma la presenza del tempio di Esculapio sull'isola.
Wikipedia in italiano, Lemuria
voce
I Lemuria o Lemuralia erano delle feste dell'antica Roma, celebrate il 9, l'11 e il 13 maggio per esorcizzare gli spiriti dei morti, i lemuri.
Italiano
Conferma le date e lo scopo dei Lemuria.
Wikipedia in italiano, Liberto
voce
Nell'onomastica il liberto prende il praenomen e nomen gentilicium del patronus; il cognomen è il suo vecchio nome da schiavo.
Italiano
Conferma le regole del nome per i liberti.
Wikipedia in italiano, Lucio Sergio Catilina
voce
è stato un generale e politico romano, per lo più noto per la congiura che porta il suo nome
Italiano
Scheda biografica di Catilina e della congiura.
Wikipedia in italiano, Marco Licinio Crasso
voce
è stato un politico e generale romano, esponente della Gens Licinia
Italiano
Scheda biografica di Crasso.
Wikipedia in italiano, Marco Porcio Catone Uticense
voce
ottenne dal senato la condanna a morte per alcuni seguaci di Catilina
Italiano
Conferma il ruolo di Catone nella condanna dei congiurati.
Wikipedia in italiano, Massalia
voce
Durante la Seconda guerra punica Massalia fu un fedele alleato di Roma.
Italiano
Conferma l'alleanza tra Massilia (Massalia) e Roma.
Wikipedia in italiano, Matrona
voce
La matrona era, nell'antica Roma, una donna che possedeva la cittadinanza romana e aveva contratto un matrimonio romano con un uomo libero.
Italiano
Definisce la matrona.
Wikipedia in italiano, Onomastica romana
voce
le abbreviazioni più comuni sono: Aulus (A), Gaius (C), Gnaeus (Cn), Decimus (D), Kaeso (K), Lucius (L), Marcus (M), Mamercus (Mam), Manius (M'), Numerius (N), Publius (P), Quintus (Q), Servius (Ser), Sextus (Sex), Spurius (Sp), Titus (T), Tiberius (Ti).
Italiano
Elenca i praenomina più comuni proposti nella creazione del personaggio.
Wikipedia in italiano, Ottimati
voce
Gli Ottimati (in latino Optimates, cioè i migliori) erano i componenti della fazione aristocratica conservatrice della tarda Repubblica romana.
Italiano
Definisce la fazione degli ottimati, i Boni del gioco.
Wikipedia in italiano, Palatino
voce
È il colle dove il mito pone la fondazione di Roma, e dove ebbero sede i palazzi imperiali.
Italiano
Conferma il legame del Palatino con il mito della fondazione.
Wikipedia in italiano, Pileo
voce
Era considerato uno dei simboli della libertà.
Italiano
Conferma il pileo come simbolo di libertà.
Wikipedia in italiano, Populares
voce
I Populares furono una delle factiones ("partiti" in senso lato) che nella vita politica della Repubblica romana sosteneva le istanze del popolo
Italiano
Definisce la fazione dei popolari.
Wikipedia in italiano, Praenomina romani
voce
Appius (Ap.) – "Appio", usato solo dalla Gens Claudia.
Italiano
Elenco completo dei praenomina, con Appius. La pagina segnala di non citare fonti.
Wikipedia in italiano, Proscrizione
voce
la proscrizione di Silla è dunque chiamata così consistendo semplicemente in liste di cittadini dichiarati hostes publici ('nemici pubblici'), i cui beni subivano la confisca.
Italiano
Spiega che cos'erano le liste di proscrizione di Silla.
Wikipedia in italiano, Pubblicano
voce
Era detto pubblicano, nell'antica Roma, l'appaltatore di tributi.
Italiano
Definisce il publicano.
Wikipedia in italiano, Suburra
voce
La Suburra, o Subura (di etimo ignoto), era un vasto e popoloso quartiere dell'antica Roma, situato a sud del Murus Terreus alle Carinae, che si estendeva sulle pendici dei colli Quirinale e Viminale fino alle propaggini dell'Esquilino (Oppio, Cispio e Fagutal).
Italiano
Conferma la posizione e il carattere popoloso della Suburra.
Wikipedia in italiano, Tempio della Concordia
voce
Venne usato come archivio di Stato durante l'epoca repubblicana e per le riunioni del Senato romano, particolarmente nei tempi di disordini civili: qui per esempio Cicerone pronunciò la quarta Catilinaria
Italiano
Conferma che nel tempio della Concordia si riuniva il Senato e che vi fu pronunciata la Quarta Catilinaria.
Wikipedia in italiano, Toga
voce
Toga candida: ossia bianca, indossata dai candidati che si presentavano alle elezioni.
Italiano
Conferma l'uso della toga candida da parte dei candidati.
Wikipedia in italiano, Trastevere
voce
Il nome deriva dal latino trans Tiberim, ovvero "al di là del Tevere"
Italiano
Conferma il nome latino e la posizione oltre il Tevere.
Wikipedia in italiano, Via Appia
voce
La via partiva originariamente da Porta Capena, in seguito da Porta Appia.
Italiano
Conferma che la Via Appia partiva dalla porta Capena, dove Cicerone ricorda i sepolcri delle grandi famiglie.