Codex e fonti storiografiche

Factio prende sul serio la storia: ogni personaggio, istituzione, luogo ed evento rimanda a un testo che puoi leggere gratuitamente. Se trovi un errore, la fonte è qui per smentirci.

Racconti e quanto c'è di storico

  • Foro Romano, davanti ai Rostri · Ricostruzione

    Una toga troppo bianca

    I consigli al candidato vengono dal Commentariolum petitionis, attribuito a Quinto Tullio Cicerone e scritto per la candidatura del fratello Marco al consolato del 63 a.C.; l'attribuzione è discussa dagli studiosi. Il candidato che incontri è un personaggio di gioco, non una figura storica.

    Fonti: cap. I (§ 2), cap. XIV (§ 54), voce, voce

  • Foro Romano, presso il Comizio · Ricostruzione

    La legge del console

    La lex Tullia de ambitu fu approvata nel 63 a.C. durante il consolato di Cicerone, che la cita nella Pro Murena. L'accusatore che ti minaccia è un personaggio di gioco.

    Fonti: 5 e 67, voce, cap. XIV (§§ 55-57)

  • Campo Marzio, il giorno delle elezioni consolari · Attestato

    La corazza sotto la toga

    La corazza di Cicerone al Campo Marzio e i congiurati armati condotti da Catilina sono raccontati da Cicerone stesso nella Pro Murena; la sconfitta di Catilina alle elezioni del 63 a.C. è in Sallustio. La tua presenza e le tue scelte sono invenzione di gioco.

    Fonti: 52, 26.5, voce

  • Suburra, tra le insulae · Ricostruzione

    Il fumo sopra la Suburra

    Plutarco descrive l'abitudine di Crasso di comprare case in fiamme e quelle vicine, ma senza datare un incendio preciso al 63 a.C. Questo incendio, l'insula e il procuratore sono invenzione di gioco costruita su quel passo.

    Fonti: 2.4, voce, voce

  • Suburra, sul terreno bruciato · Ricostruzione

    Gli schiavi architetti

    I cinquecento schiavi costruttori di Crasso sono in Plutarco; lo scioglimento dei collegia per senatoconsulto nel 64 a.C. è in Asconio. Le famiglie, il cantiere e gli incontri clandestini sono invenzione di gioco.

    Fonti: 2.4, nota a Pis. 8 (p. 7 Clark), voce

  • Palatino, una stanza appartata · Ricostruzione

    Il vino di Catilina

    Sallustio riferisce la voce del giuramento con il sangue e il vino, e dice esplicitamente che molti la ritenevano inventata. Sallustio non indica dove si tenne la riunione: la stanza sul Palatino è una scelta di gioco.

    Fonti: 22.1-3, voce

  • Palatino, un giardino al tramonto · Ricostruzione

    Fulvia sa troppo

    Il ruolo di Fulvia e di Quinto Curio nel rivelare la congiura è in Sallustio. L'incontro nel giardino e la tua parte di messaggero sono invenzione di gioco.

    Fonti: 23.3-4, 26.3-4

  • Tempio di Giove Statore, alle pendici del Palatino · Attestato

    I banchi vuoti

    La seduta nel tempio di Giove Statore, l'attacco della Prima Catilinaria e i banchi lasciati vuoti attorno a Catilina sono attestati da Cicerone e da Plutarco. La tua presenza è invenzione di gioco: chi non era senatore poteva al massimo assistere dalla soglia.

    Fonti: 1, 16, 16.3, 11

  • Tempio della Concordia · Attestato

    Le Nonae di dicembre

    Il dibattito del 5 dicembre del 63 a.C. (le None di dicembre), le proposte di Silano e di Cesare e i cavalieri armati attorno al tempio della Concordia sono in Sallustio e in Cicerone. Il tuo ruolo è invenzione di gioco.

    Fonti: 102, 51.43, 7, 49.4, 46.5, voce

  • Tempio della Concordia, al calar del giorno · Attestato

    Il discorso di Catone

    Il discorso di Catone e il tentativo dei liberti e dei clienti di Lentulo di liberarlo sono in Sallustio. Ciò che fai tu, e in particolare l'eventuale riuscita della liberazione, è storia alternativa: nella realtà Lentulo fu giustiziato quella sera stessa.

    Fonti: 52.36, 50.1, voce

  • Tullianum, ai piedi del Campidoglio · Attestato

    Hanno vissuto

    La descrizione del Tullianum e l'esecuzione sono in Sallustio, la parola di Cicerone ai congiurati nel Foro è in Plutarco. Il tuo ruolo è invenzione di gioco.

    Fonti: 55.3-5, 22.2, voce

  • Foro Romano, la notte delle None · Invenzione di gioco

    Una cella vuota

    Questo racconto è storia alternativa, nata dalle tue scelte. Nella realtà il tentativo di liberare Lentulo, ricordato da Sallustio, fallì e i congiurati furono giustiziati il 5 dicembre del 63 a.C.

    Fonti: 50.1, 55.3-5

  • Campidoglio, davanti alla nuova statua di Giove · Ricostruzione

    Il Giove rivolto a oriente

    La statua di Giove rivolta a oriente e la risposta degli aruspici sono nella Terza Catilinaria. L'àugure che incontri è un personaggio di gioco.

    Fonti: 19-20, 2.20, voce

  • Emporium, lungo il Tevere · Ricostruzione

    Le anfore del porto

    La costruzione dell'emporio sul Tevere nel 193 a.C. è in Livio. Il mercante e il suo carico sono invenzione di gioco.

    Fonti: 35.10.11-12, voce

  • Porta della città · Ricostruzione

    I gladiatori partono per Capua

    Il trasferimento delle scuole di gladiatori è in Sallustio. Il gladiatore che ti parla è un personaggio di gioco.

    Fonti: 30.7, voce

  • Ponte Milvio, di notte · Ricostruzione

    Le lettere degli Allobrogi

    L'arresto al ponte Milvio e il riconoscimento dei sigilli sono in Sallustio e nella Terza Catilinaria. La lettera caduta nel fango è invenzione di gioco.

    Fonti: 44.1 e 45.1, 10

  • Una taverna di veterani · Ricostruzione

    Notizie dal Ponto

    La morte di Mitridate nel 63 a.C. è attestata dalle fonti antiche. La taverna, il veterano e la moneta sono invenzione di gioco.

    Fonti: 41.5, voce

  • Suburra, davanti a una casa modesta · Ricostruzione

    Il nuovo Pontefice massimo

    L'elezione di Cesare a Pontefice massimo nel 63 a.C. e le sue abitazioni sono in Svetonio. La scena davanti alla casa è invenzione di gioco.

    Fonti: 13, 46, voce

  • Una casa elegante · Ricostruzione

    Sempronia ti invita a cena

    Il ritratto di Sempronia è in Sallustio. La cena e la conversazione sono invenzione di gioco.

    Fonti: 25.1-2

  • Foro Romano · Invenzione di gioco

    Il tuo nome sulla bocca di tutti

    La scena è invenzione di gioco, costruita sull'immagine di Roma nel Commentariolum petitionis.

    Fonti: cap. XIV (§ 54), 34.2

  • Davanti a casa tua · Ricostruzione

    Un delatore alla porta

    La rete di informatori del console è in Sallustio. L'informatore che ti segue è invenzione di gioco.

    Fonti: 26.3-4, 55.3-5

  • La tua stanza · Ricostruzione

    La febbre della ferita

    Asclepiade di Prusa e la sua fama a Roma sono in Plinio il Vecchio. La tua malattia è invenzione di gioco.

    Fonti: 26.12 (cap. 8 su Perseus), 11

  • Campidoglio · Ricostruzione

    Fulmini e statue

    I prodigi sul Campidoglio sono ricordati nella Terza Catilinaria. I segni che vedi tu sono invenzione di gioco.

    Fonti: 19-20, 2.20

  • Davanti alla tua porta · Ricostruzione

    I creditori bussano

    La crisi dei debiti del 63 a.C. è in Sallustio e in Cicerone. Il creditore è invenzione di gioco.

    Fonti: 33.1, 2.84

  • Massilia, città alleata in Gallia · Ricostruzione

    Esule a Massilia

    La lettera di Catilina sull'esilio a Massilia è in Sallustio; in realtà Catilina andò in Etruria, dall'esercito di Manlio. Il tuo esilio è invenzione di gioco.

    Fonti: 34.2, voce

  • Carcere Mamertino (Tullianum) · Ricostruzione

    Nel Tullianum

    La descrizione del Tullianum è in Sallustio. Nella Roma repubblicana il carcere serviva soprattutto alla custodia e all'esecuzione, non a scontare pene: la tua detenzione è una convenzione di gioco.

    Fonti: 55.3-5, voce

  • Tempio di Esculapio all'Isola Tiberina · Ricostruzione

    All'Isola Tiberina

    L'arrivo di Esculapio a Roma e la fondazione del tempio sull'Isola Tiberina sono nel riassunto del libro 11 di Livio. Le cure che ricevi sono invenzione di gioco.

    Fonti: 11, voce

  • Via Appia, fuori dalle mura · Invenzione di gioco

    Tra le tombe dell'Appia

    Il rito dei Lemuria è descritto da Ovidio nei Fasti, ma si celebrava in casa e nel mese di maggio, non tra le tombe. Questo Luogo di Penitenza è un'invenzione di gioco ispirata a quel rito.

    Fonti: 5.421-444, 2.58, 1.13, voce, voce

  • Nell'atrio, sotto gli occhi dei creditori · Ricostruzione

    L'asta dei tuoi beni

    La procedura della bonorum venditio è descritta da Gaio. L'asta nell'atrio di casa è una semplificazione di gioco: le fonti non permettono di dire con precisione dove si svolgesse ogni vendita.

    Fonti: 3.79, voce, 2.84

I quartieri

  • Foro Romano Forum Romanum

    Il centro politico, giudiziario, religioso ed economico della città, tra il Palatino e il Campidoglio. Qui si parla al popolo, si giudica, si commercia. Ai piedi del Campidoglio sorgono il tempio della Concordia e il carcere.

    Fonti: voce, voce, voce

  • Palatino Palatium

    Il colle sopra il Foro dove il mito pone la fondazione di Roma. Alle sue pendici, all'inizio della Via Sacra, sorge il tempio di Giove Statore.

    Fonti: voce, 16.3

  • Suburra Subura

    Un quartiere vasto e popoloso sulle pendici del Quirinale e del Viminale, fino all'Esquilino. Giulio Cesare vi abitò, all'inizio, in una casa modesta.

    Fonti: voce, 46

  • Emporium Emporium

    Il porto fluviale sul Tevere, fuori dalla porta Trigemina, costruito dagli edili nel 193 a.C.

    Fonti: 35.10.11-12, voce

  • Campo Marzio Campus Martius

    La pianura lungo il Tevere dove scendono a votare le centurie: qui si eleggono i consoli. Nel 63 a.C. il console Cicerone vi scese con la corazza.

    Fonti: voce, 52

  • Circo Massimo Circus Maximus

    La lunga valle tra il Palatino e l'Aventino, dove si corrono le gare dei carri.

    Fonti: voce

  • Campidoglio Capitolium

    Il colle sacro che domina il Foro. Qui gli aruspici hanno chiesto di collocare una nuova statua di Giove, rivolta verso oriente, il Foro e la Curia.

    Fonti: voce, 19-20

  • Aventino Aventinus

    Il più meridionale dei sette colli, con le pendici ripide che arrivano quasi al Tevere: il più isolato e il più difficile da raggiungere.

    Fonti: voce

  • Trastevere Trans Tiberim

    La sponda destra del Tevere, oltre il fiume rispetto al cuore della città.

    Fonti: voce

Ambizioni

  • Il Consolato

    La magistratura più alta della Repubblica: due consoli eletti ogni anno dai comizi centuriati al Campo Marzio. Per un uomo nuovo è la scalata di una vita.

    Fonti: cap. I (§ 2), voce, voce

  • La Lista

    Le proscrizioni di Silla hanno lasciato liste di nomi, beni confiscati e figli esclusi dalle cariche. Nel 63 a.C. Cicerone li tiene ancora lontani dai comizi. Vendicare un nome, cancellarlo o scriverne di nuovi: la tua ambizione passa da una lista.

    Fonti: 2.28.4, 4, voce

  • Il Pilleo

    Il berretto di feltro che lo schiavo liberato indossa come segno della libertà. Conquistarlo, per sé o per chi ami, oppure difenderlo.

    Fonti: Liv. 24.16.18; Plaut. Amph. 462, voce, voce

  • L'Oro del Ponto

    Quest'anno muore Mitridate, re del Ponto. I capitali romani investiti in Asia e le ricchezze dell'Oriente attirano publicani, veterani e avventurieri.

    Fonti: 41.5, 17-18

Beni e risorse

  • Voci della Suburra

    Pettegolezzi, confidenze, notizie raccolte nelle botteghe e nelle taverne. A Roma valgono quanto il denaro.

    Fonti: cap. XIV (§ 54), voce

  • Tavoletta cerata compromettente

    Tavolette di legno coperte di cera, su cui si scrive con lo stilo. Furono tavolette sigillate a incastrare i congiurati.

    Fonti: 10

  • Lettera sigillata

    Un sigillo intatto prova chi ha scritto. Cetego riconobbe il proprio davanti al Senato.

    Fonti: 10, 44.1 e 45.1

  • Presagio favorevole

    Un buon segno ricevuto dagli dei, da far valere quando serve. Gli àuguri pubblici sono gli interpreti di Giove.

    Fonti: 2.20

  • Nome sulla lista

    Un nome che conosci e che altri vorrebbero conoscere: un congiurato, un proscritto, un debitore. Può salvare te, o perdere lui.

    Fonti: voce, 23.3-4

  • Clientela

    Gli uomini che ti salutano al mattino, ti accompagnano nel Foro e votano come chiedi. Il manualetto del candidato non parla d'altro.

    Fonti: cap. XIV (§§ 55-57), cap. I (§ 2)

Fazioni

  • I Boni

    Gli ottimati, i «buoni cittadini» che difendono l'autorità del Senato. Cicerone li chiama così quando racconta la sua corazza al Campo Marzio.

    Fonti: 96, voce, 52

  • I Popolari

    Chi fa politica appoggiandosi al popolo e ai tribuni della plebe. Nel 63 a.C. Cesare ne è la stella che sale.

    Fonti: 96, voce

  • I Veterani di Pompeo

    I soldati che hanno combattuto in Oriente contro Mitridate e aspettano le terre promesse. Le otterranno solo anni dopo, con l'accordo tra Pompeo, Cesare e Crasso.

    Fonti: 41.5, voce

  • I Creditori

    Usurai, banchieri, cavalieri che prestano a interesse. Nel 63 a.C. il debito è la febbre che alimenta la congiura, e Cicerone si vanta di non aver ceduto a chi voleva cancellarlo.

    Fonti: 2.84, 33.1

  • I Collegia

    Associazioni di quartiere e di mestiere. Un decreto del Senato del 64 a.C. ha sciolto quelli ritenuti contrari allo Stato: nel 63 a.C. si riuniscono, quando si riuniscono, di nascosto.

    Fonti: nota a Pis. 8 (p. 7 Clark), voce

  • I Catilinari

    I seguaci di Lucio Sergio Catilina: nobili rovinati, giovani ambiziosi, veterani di Silla, debitori disperati. Catilina promette la cancellazione dei debiti.

    Fonti: 14.5 e 17.6, 21.2, 22.1-3, voce

Minacce e Luoghi di Penitenza

  • Infamia, e l'esilio a Massilia

    Il buon nome perduto. A 8 il personaggio parte in esilio per Massilia, la città greca alleata dove Catilina diceva di volersi ritirare.

    Fonti: 34.2, voce

  • Sospetto, e il Tullianum

    Gli occhi del console e dei suoi informatori. A 8 il personaggio finisce nel Tullianum, il carcere ai piedi del Campidoglio.

    Fonti: 55.3-5, 26.3-4, voce

  • Ferite, e l'Isola Tiberina

    Colpi, ustioni, febbri. A 8 il personaggio viene portato al tempio di Esculapio sull'Isola Tiberina.

    Fonti: 11, voce

  • Presagi, e le tombe dell'Appia

    Segni funesti e sogni di morti. A 8 il personaggio vaga tra i sepolcri fuori dalla porta Capena, dove si dice camminino i Lemuri.

    Fonti: 5.421-444, 1.13, voce

  • Debiti, e la vendita all'asta

    Gli interessi che crescono. A 8 i creditori ottengono la vendita all'asta dei beni del personaggio.

    Fonti: 3.79, voce, 2.84

Regole del gioco

  • Le quattro Virtù e le prove

    Facundia, Umbra, Ferocia e Vigilantia sono regole di gioco, non categorie storiche. La probabilità di successo è 50 più 10 per ogni punto di Virtù sopra la difficoltà (o meno 10 per ogni punto sotto), tra un minimo di 10 e un massimo di 100. Il dado si tira sul server. Ogni prova con difficoltà almeno pari alla Virtù dà una tacca; quando le tacche arrivano alla Virtù più uno, la Virtù sale.

  • Il calendario

    L'intestazione mostra la data di oggi sul calendario repubblicano di 355 giorni in uso nel 63 a.C., con Calende, None e Idi. Un giorno che nel mese repubblicano non esiste diventa l'ultimo del mese. Il mese intercalare non è rappresentato.

    Fonti: voce

  • I consoli del 63 a.C.

    Marco Tullio Cicerone e Gaio Antonio Ibrida. L'anno è il 691 dalla fondazione di Roma secondo il computo varroniano.

    Fonti: voce, voce

  • I nomi romani

    Un cittadino porta i tria nomina: praenomen, nomen della gens e, spesso, cognomen. Le donne usano di solito il nome della gens al femminile; i liberti prendono praenomen e nomen dell'ex padrone.

    Fonti: voce, voce, voce

  • Le traduzioni

    Le traduzioni italiane dei passi latini e greci sono traduzioni di servizio di Factio, condotte sul testo originale che trovi al collegamento. Se ne trovi una imprecisa, il testo originale fa fede.

Tutte le fonti

Asconio Pediano, Commento alla Contro Pisone di Cicerone

nota a Pis. 8 (p. 7 Clark)
L. Iulio C. Marcio consulibus quos et ipse Cicero supra memoravit senatus consulto collegia sublata sunt quae adversus rem publicam videbantur esse constituta.

Latino

Sotto il consolato di Lucio Giulio e Gaio Marcio, che anche Cicerone ha ricordato poco prima, con un decreto del Senato furono soppressi i collegi che sembravano costituiti contro lo Stato.

Lucio Giulio Cesare e Gaio Marcio Figulo furono consoli nel 64 a.C. Asconio aggiunge che Clodio, da tribuno, ristabilì i collegi sei anni dopo.

Cicerone, Contro Pisone (In Pisonem)

4
Ego adulescentis bonos et fortis, sed usos ea condicione fortunae ut, si essent magistratus adepti, rei publicae statum convolsuri viderentur, meis inimicitiis, nulla senatus mala gratia comitiorum ratione privavi.

Latino

Io, attirandomi inimicizie personali ma senza alcun danno per il Senato, ho escluso dai comizi dei giovani onesti e coraggiosi, che però si trovavano in una condizione tale che, se avessero ottenuto le magistrature, sembrava avrebbero sconvolto l'assetto dello Stato.

Cicerone non li nomina, ma il passo si riferisce ai figli dei proscritti di Silla, esclusi dalle cariche (vedi Velleio Patercolo 2.28.4).

Cicerone, I doveri (De officiis)

2.84
Numquam vehementius actum est quam me consule, ne solveretur; armis et castris temptata res est

Latino

Mai si è lottato con tanta forza per non pagare i debiti come durante il mio consolato: si tentò di ottenerlo con le armi e con un esercito accampato.

Cicerone, In difesa di Flacco (Pro Flacco)

102
O Nonae illae Decembres quae me consule fuistis! quem ego diem vere natalem huius urbis aut certe salutarem appellare possum.

Latino

O None di dicembre del mio consolato! Quel giorno posso chiamarlo davvero il giorno natale di questa città, o almeno il giorno della sua salvezza.

Cicerone, In difesa di Murena (Pro Murena)

52
descendi in campum cum firmissimo praesidio fortissimorum virorum et cum illa lata insignique lorica, non quae me tegeret--etenim sciebam Catilinam non latus aut ventrem sed caput et collum solere petere--verum ut omnes boni animadverterent

Latino

scesi al Campo con una scorta solidissima di uomini molto coraggiosi e con quella corazza larga e ben visibile, non perché mi proteggesse (sapevo bene che Catilina non mirava al fianco o al ventre, ma alla testa e al collo), ma perché tutti i buoni cittadini se ne accorgessero.

Cicerone, In difesa di Murena (Pro Murena)

5 e 67
Nam quod legem de ambitu tuli, certe ita tuli ut eam quam mihimet ipsi iam pridem tulerim de civium periculis defendendis non abrogarem. … Ambitum accusas; non defendo. Me reprehendis, quod idem defendam quod lege punierim. Punivi ambitum, non innocentiam

Latino

Quanto al fatto che ho proposto una legge sui brogli elettorali, l'ho proposta senza abrogare quella che da tempo mi sono dato da me: difendere i cittadini in pericolo. … Accusi di broglio: non lo difendo. Mi rimproveri di difendere ciò che ho punito per legge. Ho punito il broglio, non l'innocenza.

Al paragrafo 47 Cicerone elenca le pene più severe introdotte dalla sua legge, la lex Tullia de ambitu del 63 a.C.

Cicerone, In difesa di Sestio (Pro Sestio)

96
duo genera semper in hac civitate fuerunt eorum qui versari in re publica atque in ea se excellentius gerere studuerunt; quibus ex generibus alteri se popularis, alteri optimates et haberi et esse voluerunt.

Latino

In questa città ci sono sempre stati due tipi di uomini tra quelli che si sono dedicati alla vita pubblica cercando di distinguersi: gli uni vollero essere e apparire popolari, gli altri ottimati.

L'orazione è del 56 a.C.: Cicerone descrive una divisione che riguardava già gli anni del suo consolato.

Cicerone, Le leggi (De legibus)

2.20
Interpretes autem Iouis optumi maxumi, publici augures, signis et auspiciis postera uidento

Latino

Gli àuguri pubblici, interpreti di Giove Ottimo Massimo, prevedano il futuro con i segni e gli auspici.

The Latin Library ha una lezione diversa: «signis et auspiciis operam danto, disciplinam tenento».

Cicerone, Le leggi (De legibus)

2.58
'Hominem mortuum' inquit lex in XII ' in urbe ne sepelito neve urito.'

Latino

«Non si seppellisca né si bruci in città un uomo morto», dice la legge delle Dodici Tavole.

Cicerone, Prima Catilinaria (In Catilinam I)

1
Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? quam diu etiam furor iste tuus nos eludet?

Latino

Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza? Per quanto tempo ancora questa tua follia si prenderà gioco di noi?

Cicerone, Prima Catilinaria (In Catilinam I)

11
Magna dis inmortalibus habenda est atque huic ipsi Iovi Statori, antiquissimo custodi huius urbis, gratia, quod hanc tam taetram, tam horribilem tamque infestam rei publicae pestem totiens iam effugimus.

Latino

Dobbiamo grande gratitudine agli dei immortali e proprio a questo Giove Statore, antichissimo custode di questa città, perché tante volte siamo già sfuggiti a una rovina così ripugnante, così orribile e così ostile allo Stato.

Cicerone, Prima Catilinaria (In Catilinam I)

16
Quis te ex hac tanta frequentia totque tuis amicis ac necessariis salutavit? … Quid, quod adventu tuo ista subsellia vacuefacta sunt, quod omnes consulares, qui tibi persaepe ad caedem constituti fuerunt, simul atque adsedisti, partem istam subselliorum nudam atque inanem reliquerunt

Latino

Chi ti ha salutato, in mezzo a tanta folla e a tanti tuoi amici e parenti? … E che dire del fatto che al tuo arrivo quei banchi si sono svuotati, che tutti gli ex consoli, che tante volte avevi destinato alla morte, appena ti sei seduto hanno lasciato quella parte dei banchi spoglia e vuota?

Cicerone, Quarta Catilinaria (In Catilinam IV)

7
Video duas adhuc esse sententias, unam D. Silani, qui censet eos, qui haec delere conati sunt, morte esse multandos, alteram C. Caesaris, qui mortis poenam removet, ceterorum suppliciorum omnis acerbitates amplectitur.

Latino

Vedo che finora le proposte sono due: una di Decimo Silano, secondo cui chi ha tentato di distruggere tutto questo va punito con la morte; l'altra di Gaio Cesare, che esclude la pena di morte ma abbraccia tutte le asprezze delle altre pene.

Cicerone, Sul comando di Gneo Pompeo (Pro lege Manilia)

17-18
Nam et publicani, homines honestissimi atque ornatissimi, suas rationes et copias in illam provinciam contulerunt

Latino

Infatti i publicani, uomini onoratissimi e stimatissimi, hanno trasferito in quella provincia i loro affari e i loro capitali.

La provincia è l'Asia, minacciata da Mitridate. L'orazione è del 66 a.C.

Cicerone, Terza Catilinaria (In Catilinam III)

10
Ac ne longum sit, Quirites, tabellas proferri iussimus, quae a quoque dicebantur datae. Primo ostendimus Cethego; signum cognovit.

Latino

Per farla breve, Quiriti, ordinammo di portare le tavolette che si diceva fossero state consegnate da ciascuno di loro. Le mostrammo prima a Cetego: riconobbe il sigillo.

Cicerone, Terza Catilinaria (In Catilinam III)

19-20
Cotta et Torquato consulibus complures in Capitolio res de caelo esse percussas, cum et simulacra deorum depulsa sunt et statuae veterum hominum deiectae et legum aera liquefacta … Idemque iusserunt simulacrum Iovis facere maius et in excelso collocare et contra atque antea fuerat ad orientem convertere

Latino

sotto il consolato di Cotta e Torquato molte cose sul Campidoglio furono colpite dal fulmine: furono abbattuti simulacri di dei, rovesciate statue di uomini antichi, fuse le tavole di bronzo delle leggi … Gli stessi aruspici ordinarono di fare una statua di Giove più grande, di collocarla in alto e di rivolgerla, al contrario di prima, verso oriente.

Cicerone aggiunge che i lavori furono così lenti che la statua venne collocata solo il giorno stesso del suo discorso.

Cicerone, Tuscolane (Tusculanae disputationes)

1.13
an tu egressus porta Capena cum Calatini, Scipionum, Serviliorum, Metellorum, sepulcra vides, miseros putas illos?

Latino

Quando esci dalla porta Capena e vedi i sepolcri di Calatino, degli Scipioni, dei Servili, dei Metelli, pensi forse che siano infelici?

La Via Appia partiva dalla porta Capena (vedi la pagina di Wikipedia sulla Via Appia).

Gaio, Istituzioni

3.79
Et si quidem uiui bona ueneant, iubet ea praetor per dies continuos XXX possideri et proscribi, si uero mortui, per dies XV postea iubet conuenire creditores et ex eo numero magistrum creari, id est eum, per quem bona ueneant.

Latino

Se si vendono i beni di un vivo, il pretore ordina che siano posseduti dai creditori e messi in vendita per trenta giorni di seguito, se di un morto per quindici; poi ordina che i creditori si riuniscano e scelgano tra loro un magister, cioè colui che venderà i beni.

Il paragrafo 3.78 elenca di chi si vendono i beni: tra gli altri, dei debitori condannati che non pagano nel termine.

Livio, Periochae (riassunti dei libri di Livio)

11
Cum pestilentia civitas laboraret, missi legati ut Aesculapi signum Romam ab Epidauro transferrent, anguem, qui se in navem eorum contulerat in quo ipsum numen esse constabat, deportaverunt; eoque in insulam Tiberis egresso eodem loco aedis Aesculapio constituta est.

Latino

Poiché la città era colpita da una pestilenza, furono mandati ambasciatori a portare a Roma da Epidauro il simulacro di Esculapio; riportarono un serpente che era salito sulla loro nave e nel quale, si riteneva, abitava il dio stesso. Il serpente scese sull'isola del Tevere, e in quel luogo fu eretto un tempio a Esculapio.

Livio, Storia di Roma dalla fondazione (Ab Urbe condita)

35.10.11-12
aedilitas insignis eo anno fuit M. Aemilii Lepidi et L. Aemilii Pauli … porticum unam extra portam Trigeminam, emporio ad Tiberim adiecto … perduxerunt.

Latino

Quell'anno fu notevole l'edilità di Marco Emilio Lepido e Lucio Emilio Paolo … costruirono un portico fuori dalla porta Trigemina, aggiungendovi un emporio sul Tevere.

Gli edili sono nominati al paragrafo 11, l'emporio al 12. Il testo latino non indica l'anno: il 193 a.C. è nella pagina di Wikipedia sulla Porticus Aemilia (https://it.wikipedia.org/wiki/Porticus_Aemilia).

Livio e Plauto, Storia di Roma 24.16.18; Anfitrione 462

Liv. 24.16.18; Plaut. Amph. 462
pilleati aut lana alba velatis capitibus volones epulati sunt … ut ego hodie raso capite calvos capiam pilleum.

Latino

gli schiavi volontari, appena liberati, banchettarono con il pileo in testa o con il capo velato di lana bianca … (Sosia spera) che oggi, rasato e calvo, io possa prendere il pileo.

In entrambi i passi il pileo è il segno dello schiavo che diventa libero.

Ovidio, Fasti

5.421-444
ritus erit veteris, nocturna Lemuria, sacri: inferias tacitis manibus illa dabunt. … vertitur et nigras accipit ante fabas … cum dixit novies 'manes exite paterni' respicit, et pure sacra peracta putat.

Latino

Sarà il rito di un'antica cerimonia, i notturni Lemuria: offriranno doni funebri ai Mani silenziosi. … si volta e prende prima le fave nere … dopo aver detto nove volte «Mani dei padri, uscite», si volta indietro, e ritiene compiuto il rito secondo le regole.

Plinio il Vecchio, Storia naturale (Naturalis historia)

26.12 (cap. 8 su Perseus)
donec asclepiades aetate magni pompei orandi magister nec satis in arte ea quaestuosus, ut ad alia quam forum sagacis ingenii, huc se repente convertit

Latino

finché Asclepiade, all'epoca di Pompeo Magno maestro di eloquenza ma poco redditizio in quell'arte, e d'ingegno acuto per tutto tranne che per il foro, si volse all'improvviso alla medicina.

L'edizione di Perseus scrive i nomi propri con l'iniziale minuscola. Il passo non nomina la città di origine di Asclepiade.

Plutarco, Vita di Cicerone

16.3
προελθὼν δ᾽ ὁ Κικέρων ἐκάλει τὴν σύγκλητον εἰς τὸ τοῦ Στησίου Διὸς ἱερόν, ὃν Στάτορα Ῥωμαῖοι καλοῦσιν, ἱδρυμένον ἐν ἀρχῇ τῆς ἱερᾶς ὁδοῦ, πρὸς τὸ Παλάτιον ἀνιόντων

Greco antico

Cicerone uscì e convocò il Senato nel tempio di Zeus Stesio, che i Romani chiamano Statore, che sorge all'inizio della Via Sacra, per chi sale verso il Palatino.

Plutarco, Vita di Cicerone

22.2
ὁρῶν δὲ πολλοὺς ἔτι τῶν ἀπὸ τῆς συνωμοσίας ἐν ἀγορᾷ συνεστῶτας ἀθρόους καὶ τὴν μὲν πρᾶξιν ἀγνοοῦντας, τὴν δὲ νύκτα προσμένοντας, ὡς ἔτι ζώντων τῶν ἀνδρῶν καὶ δυναμένων ἐξαρπασθῆναι, φθεγξάμενος μέγα πρὸς αὐτοὺς, ‘ἔζησαν,’ εἶπεν.

Greco antico

Vedendo che molti congiurati erano ancora radunati nel Foro, ignari di quanto era accaduto e in attesa della notte, convinti che quegli uomini fossero ancora vivi e si potessero liberare, disse loro a gran voce: «Hanno vissuto».

Plutarco spiega subito dopo che i Romani dicono così per non pronunciare parole di cattivo augurio sulla morte.

Plutarco, Vita di Crasso

2.4
πρὸς δὲ τούτοις ὁρῶν τὰς συγγενεῖς καὶ συνοίκους τῆς Ῥώμης κῆρας ἐμπρησμοὺς καὶ συνιζήσεις διὰ βάρος καὶ πλῆθος οἰκοδομημάτων, ἐωνεῖτο δούλους ἀρχιτέκτονας καὶ οἰκοδόμους, εἶτ᾽ ἔχων τούτους ὑπὲρ πεντακοσίους ὄντας, ἐξηγόραζε τὰ καιόμενα καὶ γειτνιῶντα τοῖς καιομένοις

Greco antico

Inoltre, vedendo che i flagelli connaturati e familiari a Roma erano gli incendi e i crolli, dovuti al peso e alla fitta massa degli edifici, comprava schiavi architetti e costruttori; poi, quando ne ebbe più di cinquecento, si mise a comprare le case che bruciavano e quelle vicine alle case in fiamme.

Plutarco non data questo passo a un anno preciso: descrive un'abitudine di Crasso.

Plutarco, Vita di Pompeo

41.5
ἐπὶ τοῦτο προβὰς ὁ Πομπήϊος ἀπήγγειλεν αὐτοῖς ὅτι Μιθριδάτης τέθνηκε στασιάσαντος Φαρνάκου τοῦ υἱοῦ διαχρησάμενος αὑτόν

Greco antico

Pompeo salì su quel rialzo e annunciò ai soldati che Mitridate era morto: si era ucciso quando il figlio Farnace gli si era ribellato.

La data della morte di Mitridate, il 63 a.C., è nella pagina di Wikipedia collegata.

Quinto Tullio Cicerone (attribuito), Commentariolum petitionis

cap. I (§ 2)
Civitas quae sit cogita, quid petas, qui sis. Prope cottidie tibi hoc ad forum descendenti meditandum est: "Novus sum, consulatum peto, Roma est."

Latino

Pensa a che città è questa, a che cosa chiedi, a chi sei. Quasi ogni giorno, scendendo al Foro, devi ripeterti: «Sono un uomo nuovo, chiedo il consolato, questa è Roma».

The Latin Library divide l'opera solo in capitoli con numeri romani; la numerazione in paragrafi indicata tra parentesi è quella corrente nelle edizioni moderne e non compare sulla pagina. L'attribuzione a Quinto Tullio Cicerone è discussa.

Quinto Tullio Cicerone (attribuito), Commentariolum petitionis

cap. XI (§§ 41-42)
sed opus est magno opere blanditia, quae, etiam si vitiosa est et turpis in cetera vita, tamen in petitione necessaria est

Latino

ma c'è grande bisogno di lusinghe: anche se nel resto della vita sono un vizio e una vergogna, quando si chiede una carica sono necessarie.

The Latin Library divide l'opera solo in capitoli con numeri romani; la numerazione in paragrafi indicata tra parentesi è quella corrente nelle edizioni moderne e non compare sulla pagina. L'attribuzione a Quinto Tullio Cicerone è discussa.

Quinto Tullio Cicerone (attribuito), Commentariolum petitionis

cap. XIV (§ 54)
Tertium restat: "Roma est", civitas ex nationum conventu constituta, in qua multae insidiae, multa fallacia, multa in omni genere vitia versantur

Latino

Resta il terzo punto: «questa è Roma», una città nata dal convergere di popoli diversi, in cui si annidano molte insidie, molti inganni, molti vizi di ogni genere.

The Latin Library divide l'opera solo in capitoli con numeri romani; la numerazione in paragrafi indicata tra parentesi è quella corrente nelle edizioni moderne e non compare sulla pagina. L'attribuzione a Quinto Tullio Cicerone è discussa.

Quinto Tullio Cicerone (attribuito), Commentariolum petitionis

cap. XIV (§§ 55-57)
Et quoniam in hoc vel maxime est vitiosa civitas, quod largitione interposita virtutis ac dignitatis oblivisci solet, in hoc fac ut te bene noris, id est ut intellegas eum esse te qui iudici ac periculi metum maximum competitoribus adferre possis.

Latino

E poiché il vizio più grande di questa città è che, quando entra in gioco il denaro, dimentica il merito e la dignità, cerca di conoscerti bene: renditi conto di essere tu l'uomo capace di far temere ai concorrenti un processo e i suoi rischi.

The Latin Library divide l'opera solo in capitoli con numeri romani; la numerazione in paragrafi indicata tra parentesi è quella corrente nelle edizioni moderne e non compare sulla pagina. L'attribuzione a Quinto Tullio Cicerone è discussa.

Sallustio, La congiura di Catilina

14.5 e 17.6
Sed maxume adulescentium familiaritates adpetebat: eorum animi molles etiam et fluxi dolis haud difficulter capiebantur. … Ceterum iuventus pleraque, sed maxume nobilium, Catilinae inceptis favebat

Latino

Ma cercava soprattutto l'amicizia dei giovani: i loro animi, ancora teneri e incostanti, si lasciavano prendere facilmente con l'inganno. … Del resto gran parte della gioventù, e soprattutto quella nobile, favoriva i progetti di Catilina.

Sallustio, La congiura di Catilina

21.2
Tum Catilina polliceri tabulas novas, proscriptionem locupletium, magistratus, sacerdotia, rapinas, alia omnia, quae bellum atque lubido victorum fert.

Latino

Allora Catilina prometteva la cancellazione dei debiti, la proscrizione dei ricchi, magistrature, sacerdozi, saccheggi e tutto ciò che portano con sé la guerra e l'arbitrio dei vincitori.

Sallustio, La congiura di Catilina

22.1-3
Fuere ea tempestate, qui dicerent Catilinam oratione habita, cum ad iusiurandum popularis sceleris sui adigeret, humani corporis sanguinem vino permixtum in pateris circumtulisse … Nonnulli ficta et haec et multa praeterea existumabant ab iis, qui Ciceronis invidiam, quae postea orta est, leniri credebant atrocitate sceleris eorum, qui poenas dederant.

Latino

Ci fu a quel tempo chi diceva che Catilina, dopo il discorso, nel costringere i complici del suo delitto a giurare, avesse fatto girare in coppe del sangue umano mescolato al vino. … Alcuni ritenevano che questa e molte altre cose fossero state inventate da chi credeva di attenuare l'odio contro Cicerone, sorto in seguito, con l'atrocità del delitto di chi era stato punito.

Sallustio aggiunge di non avere elementi sufficienti per decidere: la notizia è una voce, non un fatto accertato.

Sallustio, La congiura di Catilina

23.3-4
Erat ei cum Fulvia, muliere nobili, stupri vetus consuetudo. … At Fulvia insolentiae Curi causa cognita tale periculum rei publicae haud occultum habuit, sed sublato auctore de Catilinae coniuratione, quae quoque modo audierat, compluribus narravit.

Latino

Curio aveva da tempo una relazione illecita con Fulvia, una donna nobile. … Ma Fulvia, capita la ragione dell'insolenza di Curio, non tenne nascosto un tale pericolo per lo Stato: tacendo il nome di chi glielo aveva detto, raccontò a molti ciò che aveva sentito, in un modo o nell'altro, della congiura di Catilina.

Sallustio, La congiura di Catilina

25.1-2
Sed in iis erat Sempronia, quae multa saepe virilis audaciae facinora conmiserat. Haec mulier genere atque forma, praeterea viro atque liberis satis fortunata fuit; litteris Graecis et Latinis docta

Latino

Tra queste c'era Sempronia, che spesso aveva compiuto molte imprese di audacia virile. Questa donna fu abbastanza fortunata per nascita e bellezza, e inoltre per il marito e i figli; colta nelle lettere greche e latine.

Il passo continua: «psallere et saltare elegantius quam necesse est probae», suonare e danzare con più eleganza di quanto convenga a una donna onesta.

Sallustio, La congiura di Catilina

26.5
Postquam dies comitiorum venit et Catilinae neque petitio neque insidiae, quas consulibus in campo fecerat, prospere cessere, constituit bellum facere et extrema omnia experiri

Latino

Quando venne il giorno dei comizi e a Catilina non riuscirono né la candidatura né l'agguato che aveva teso ai consoli nel Campo, decise di fare la guerra e di tentare ogni mezzo estremo.

Furono eletti consoli per il 62 a.C. Decimo Giunio Silano e Lucio Licinio Murena (vedi l'elenco dei consoli su Wikipedia).

Sallustio, La congiura di Catilina

26.3-4
Namque a principio consulatus sui multa pollicendo per Fulviam effecerat, ut Q. Curius, de quo paulo ante memoravi, consilia Catilinae sibi proderet; ad hoc collegam suum Antonium pactione provinciae perpulerat, ne contra rem publicam sentiret; circum se praesidia amicorum atque clientium occulte habebat.

Latino

Fin dall'inizio del suo consolato, infatti, con molte promesse fatte attraverso Fulvia, era riuscito a farsi rivelare i piani di Catilina da Quinto Curio, di cui ho parlato poco fa; inoltre, con un accordo sulla provincia, aveva convinto il collega Antonio a non schierarsi contro lo Stato; e teneva di nascosto intorno a sé una scorta di amici e clienti.

Sallustio, La congiura di Catilina

27.1 e 28.4
Igitur C. Manlium Faesulas atque in eam partem Etruriae … dimisit … Interea Manlius in Etruria plebem sollicitare egestate simul ac dolore iniuriae novarum rerum cupidam, quod Sullae dominatione agros bonaque omnis amiserat

Latino

Mandò dunque Gaio Manlio a Fiesole e in quella parte dell'Etruria … Intanto Manlio in Etruria sobillava la plebe, desiderosa di rivolgimenti per la miseria e per il risentimento dell'ingiustizia subita, perché sotto la dittatura di Silla aveva perso le terre e tutti i beni.

Sallustio non dice che Manlio fosse un ex centurione; Plutarco (Vita di Cicerone 14.2) ricorda solo che aveva servito con onore sotto Silla.

Sallustio, La congiura di Catilina

30.7
gladiatoriae familiae Capuam et in cetera municipia distribuerentur pro cuiusque opibus

Latino

che le compagnie di gladiatori fossero distribuite a Capua e negli altri municipi, secondo le risorse di ciascuno.

Sallustio, La congiura di Catilina

33.1
Deos hominesque testamur, imperator, nos arma neque contra patriam cepisse neque quo periculum aliis faceremus, sed uti corpora nostra ab iniuria tuta forent, qui miseri, egentes, violentia atque crudelitate faeneratorum plerique patriae, sed omnes fama atque fortunis expertes sumus.

Latino

Chiamiamo a testimoni gli dei e gli uomini, comandante: non abbiamo preso le armi contro la patria né per mettere in pericolo altri, ma per difendere le nostre persone dall'ingiustizia, noi che, miseri e poveri, per la violenza e la crudeltà degli usurai siamo quasi tutti privi della patria, e tutti del buon nome e dei beni.

È il messaggio di Manlio al comandante Quinto Marcio Re.

Sallustio, La congiura di Catilina

34.2
Se falsis criminibus circumventum, quoniam factioni inimicorum resistere nequiverit, fortunae cedere, Massiliam in exsilium proficisci

Latino

Diceva di essere vittima di false accuse e, non potendo resistere alla fazione dei nemici, di cedere alla sorte e di partire in esilio per Massilia.

In realtà Catilina raggiunse l'accampamento di Manlio in Etruria (Sallustio 36.1).

Sallustio, La congiura di Catilina

36.1
Sed ipse paucos dies conmoratus apud C. Flaminium in agro Arretino, dum vicinitatem antea sollicitatam armis exornat, cum fascibus atque aliis imperi insignibus in castra ad Manlium contendit.

Latino

Egli invece, fermatosi pochi giorni presso Gaio Flaminio nel territorio di Arezzo, mentre armava i vicini già sobillati in precedenza, si diresse con i fasci e le altre insegne del comando all'accampamento di Manlio.

Sallustio, La congiura di Catilina

44.1 e 45.1
Sed Allobroges ex praecepto Ciceronis per Gabinium ceteros conveniunt. Ab Lentulo, Cethego, Statilio, item Cassio postulant ius iurandum, quod signatum ad civis perferant … Cicero per legatos cuncta edoctus L. Valerio Flacco et C. Pomptino praetoribus imperat, ut in ponte Mulvio per insidias Allobrogum comitatus deprehendant.

Latino

Gli Allobrogi, su indicazione di Cicerone, incontrano gli altri congiurati tramite Gabinio. A Lentulo, Cetego, Statilio e anche a Cassio chiedono un giuramento sigillato da portare ai loro concittadini … Cicerone, informato di tutto dagli ambasciatori, ordina ai pretori Lucio Valerio Flacco e Gaio Pomptino di tendere un agguato al ponte Milvio e di fermare il seguito degli Allobrogi.

Sallustio, La congiura di Catilina

46.5
Consul Lentulum, quod praetor erat, ipse manu tenens in senatum perducit, reliquos cum custodibus in aedem Concordiae venire iubet.

Latino

Il console conduce di persona in Senato Lentulo, tenendolo per mano perché era pretore, e ordina che gli altri vengano con le guardie nel tempio della Concordia.

Sallustio, La congiura di Catilina

49.4
ut nonnulli equites Romani, qui praesidi causa cum telis erant circum aedem Concordiae, seu periculi magnitudine seu animi mobilitate inpulsi, quo studium suum in rem publicam clarius esset, egredienti ex senatu Caesari gladio minitarentur.

Latino

tanto che alcuni cavalieri romani, che stavano in armi intorno al tempio della Concordia per proteggerlo, spinti dalla gravità del pericolo o dalla volubilità d'animo, per rendere più evidente la loro devozione allo Stato, minacciarono con la spada Cesare mentre usciva dal Senato.

Sallustio, La congiura di Catilina

50.1
liberti et pauci ex clientibus Lentuli divorsis itineribus opifices atque servitia in vicis ad eum eripiundum sollicitabant, partim exquirebant duces multitudinum, qui pretio rem publicam vexare soliti erant.

Latino

i liberti e alcuni clienti di Lentulo, per strade diverse, sobillavano nei quartieri artigiani e schiavi per strapparlo alla custodia, e in parte cercavano capipopolo abituati a turbare lo Stato in cambio di denaro.

Sallustio, La congiura di Catilina

51.43
Placet igitur eos dimitti et augeri exercitum Catilinae? Minume. Sed ita censeo: publicandas eorum pecunias, ipsos in vinculis habendos per municipia, quae maxume opibus valent

Latino

Propongo dunque di lasciarli andare e di ingrossare l'esercito di Catilina? Niente affatto. La mia proposta è questa: confiscare i loro beni e tenerli in catene nei municipi più forti per risorse.

È la proposta di Gaio Giulio Cesare nel discorso che Sallustio gli attribuisce.

Sallustio, La congiura di Catilina

52.36
de confessis, sicuti de manufestis rerum capitalium, more maiorum supplicium sumundum.

Latino

contro i rei confessi, come contro chi è colto in flagrante in un delitto capitale, si deve applicare la pena secondo il costume degli antenati.

È la conclusione della proposta di Marco Porcio Catone: la pena di morte.

Sallustio, La congiura di Catilina

55.3-5
Est in carcere locus, quod Tullianum appellatur, ubi paululum ascenderis ad laevam, circiter duodecim pedes humi depressus. … In eum locum postquam demissus est Lentulus, vindices rerum capitalium, quibus praeceptum erat, laqueo gulam fregere.

Latino

Nel carcere c'è un luogo chiamato Tullianum: salendo un poco sulla sinistra, è scavato sotto terra per circa dodici piedi. … Dopo che Lentulo vi fu calato, gli esecutori delle condanne capitali, che ne avevano ricevuto l'ordine, lo strangolarono con un laccio.

Il paragrafo 4, omesso qui, descrive le pareti, la volta di pietra, il buio e il fetore del luogo.

Svetonio, Vita di Cesare (Divus Iulius)

13
Deposita provinciae spe pontificatum maximum petit non sine profusissima largitione

Latino

Abbandonata la speranza di una provincia, si candidò al pontificato massimo, non senza elargizioni sfrenate.

Svetonio non indica l'anno: l'elezione del 63 a.C. è nella pagina di Wikipedia su Cesare.

Svetonio, Vita di Cesare (Divus Iulius)

46
Habitavit primo in Subura modicis aedibus, post autem pontificatum maximum in Sacra via domo publica.

Latino

Abitò dapprima nella Suburra, in una casa modesta; poi, dopo il pontificato massimo, sulla Via Sacra, nella residenza pubblica.

Velleio Patercolo, Storia romana

2.28.4
Adiectum etiam, ut bona proscriptorum venirent exclusique paternis opibus liberi etiam petendorum honorum iure prohiberentur

Latino

Si aggiunse anche che i beni dei proscritti fossero venduti e che i loro figli, esclusi dal patrimonio paterno, fossero privati anche del diritto di candidarsi alle cariche.

Wikipedia in italiano, Ambitus (diritto romano)

voce
La legge fu proposta da Marco Tullio Cicerone, durante il suo consolato, per inasprire le disposizioni sull'ambitus.

Italiano

Conferma che la lex Tullia de ambitu fu proposta da Cicerone console. Attenzione: la stessa pagina, in un altro punto, la data per errore al 64 a.C.

Wikipedia in italiano, Aventino

voce
Tra i sette colli era quello più isolato e di accesso più difficile.

Italiano

Conferma la descrizione dell'Aventino.

Wikipedia in italiano, Bonorum venditio

voce
La bonórum venditio, istituto del diritto romano, è il nome dato all'intera procedura di vendita dei beni di un debitore

Italiano

Definisce la vendita dei beni del debitore.

Wikipedia in italiano, Calendario romano

voce
Pertanto, i mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre con le idi cadenti il 15, avevano 31 giorni, come avviene anche attualmente, mentre gli altri ne avevano 29, a differenza di oggi che ne hanno 30, eccetto febbraio che ne aveva 28.

Italiano

Conferma la durata dei mesi nel calendario prima della riforma giuliana, usata dal calendario del gioco.

Wikipedia in italiano, Campidoglio

voce
tempio di Giove Capitolino (Capitolium), o tempio di Giove Ottimo Massimo, dedicato alla triade capitolina (Giove, Giunone e Minerva)

Italiano

Conferma che sul Campidoglio sorgeva il tempio di Giove Ottimo Massimo.

Wikipedia in italiano, Campo Marzio

voce
Fu sede dei comitia centuriata, assemblee del popolo in armi.

Italiano

Conferma che al Campo Marzio si riunivano i comizi centuriati, che eleggevano i consoli.

Wikipedia in italiano, Carcere Mamertino

voce
Il carcere mamertino (o carcere tulliano, in latino Carcer o Tullianum) è il più antico carcere di Roma, e si trova nel Foro Romano.

Italiano

Conferma il nome e la posizione del Tullianum.

Wikipedia in italiano, Circo Massimo

voce
Situato nella valle tra il Palatino e l'Aventino, è ricordato come sede di giochi sin dagli inizi della storia della città

Italiano

Conferma la posizione del Circo Massimo e la sua funzione di sede dei giochi.

Wikipedia in italiano, Collegium

voce
Nel diritto romano il collegium era un'associazione retta da un proprio statuto (la lex collegii) che ne stabiliva finalità e organi, oltre ai criteri di ammissione degli associati.

Italiano

Definisce il collegium come associazione.

Wikipedia in italiano, Commentariolum petitionis

voce
è un saggio in forma epistolare tradizionalmente attribuito a Quinto Tullio Cicerone, che l'avrebbe composto all'incirca nel 65-64 a.C.

Italiano

Conferma l'attribuzione tradizionale e la data dell'opera.

Wikipedia in italiano, Consoli della Repubblica romana

voce
63 a.C.

Italiano

Elenco dei consoli: per il 63 a.C. Marco Tullio Cicerone e Gaio Antonio Ibrida; per il 62 a.C. Decimo Giunio Silano e Lucio Licinio Murena.

Wikipedia in italiano, Emporium

voce
L'Emporium era l'antico porto fluviale della città di Roma

Italiano

Conferma che l'Emporium era il porto fluviale di Roma.

Wikipedia in italiano, Foro Romano

voce
rappresentarono il centro politico, giuridico, religioso ed economico della città di Roma

Italiano

Conferma il ruolo del Foro come centro della vita pubblica.

Wikipedia in italiano, Gaio Antonio Ibrida

voce
console insieme a Cicerone nel 63 a.C.

Italiano

Conferma i consoli del 63 a.C.

Wikipedia in italiano, Gaio Giulio Cesare

voce
l'elezione nel 63 a.C. a pontefice massimo

Italiano

Conferma l'elezione di Cesare a Pontefice massimo nel 63 a.C.

Wikipedia in italiano, Gladiatore

voce
Il gladiatore (in latino gladiātor) era un particolare lottatore dell'antica Roma.

Italiano

Scheda generale sui gladiatori.

Wikipedia in italiano, Gneo Pompeo Magno

voce
avrebbe ratificato i provvedimenti presi in Oriente da Pompeo e concesso le terre ai suoi veterani

Italiano

Conferma la questione delle terre per i veterani di Pompeo, risolta solo con il primo triumvirato.

Wikipedia in italiano, Homo novus

voce
L'homo novus era, nell'antica Roma, colui che proveniva da una famiglia in cui nessuno mai aveva rivestito alcuna carica pubblica

Italiano

Definisce l'uomo nuovo.

Wikipedia in italiano, Isola Tiberina

voce
ospitò il tempio di Esculapio, dio della medicina, il cui culto fu introdotto nel 292 a.C.

Italiano

Conferma la presenza del tempio di Esculapio sull'isola.

Wikipedia in italiano, Lemuria

voce
I Lemuria o Lemuralia erano delle feste dell'antica Roma, celebrate il 9, l'11 e il 13 maggio per esorcizzare gli spiriti dei morti, i lemuri.

Italiano

Conferma le date e lo scopo dei Lemuria.

Wikipedia in italiano, Liberto

voce
Nell'onomastica il liberto prende il praenomen e nomen gentilicium del patronus; il cognomen è il suo vecchio nome da schiavo.

Italiano

Conferma le regole del nome per i liberti.

Wikipedia in italiano, Lucio Sergio Catilina

voce
è stato un generale e politico romano, per lo più noto per la congiura che porta il suo nome

Italiano

Scheda biografica di Catilina e della congiura.

Wikipedia in italiano, Marco Licinio Crasso

voce
è stato un politico e generale romano, esponente della Gens Licinia

Italiano

Scheda biografica di Crasso.

Wikipedia in italiano, Marco Porcio Catone Uticense

voce
ottenne dal senato la condanna a morte per alcuni seguaci di Catilina

Italiano

Conferma il ruolo di Catone nella condanna dei congiurati.

Wikipedia in italiano, Massalia

voce
Durante la Seconda guerra punica Massalia fu un fedele alleato di Roma.

Italiano

Conferma l'alleanza tra Massilia (Massalia) e Roma.

Wikipedia in italiano, Matrona

voce
La matrona era, nell'antica Roma, una donna che possedeva la cittadinanza romana e aveva contratto un matrimonio romano con un uomo libero.

Italiano

Definisce la matrona.

Wikipedia in italiano, Onomastica romana

voce
le abbreviazioni più comuni sono: Aulus (A), Gaius (C), Gnaeus (Cn), Decimus (D), Kaeso (K), Lucius (L), Marcus (M), Mamercus (Mam), Manius (M'), Numerius (N), Publius (P), Quintus (Q), Servius (Ser), Sextus (Sex), Spurius (Sp), Titus (T), Tiberius (Ti).

Italiano

Elenca i praenomina più comuni proposti nella creazione del personaggio.

Wikipedia in italiano, Ottimati

voce
Gli Ottimati (in latino Optimates, cioè i migliori) erano i componenti della fazione aristocratica conservatrice della tarda Repubblica romana.

Italiano

Definisce la fazione degli ottimati, i Boni del gioco.

Wikipedia in italiano, Palatino

voce
È il colle dove il mito pone la fondazione di Roma, e dove ebbero sede i palazzi imperiali.

Italiano

Conferma il legame del Palatino con il mito della fondazione.

Wikipedia in italiano, Pileo

voce
Era considerato uno dei simboli della libertà.

Italiano

Conferma il pileo come simbolo di libertà.

Wikipedia in italiano, Populares

voce
I Populares furono una delle factiones ("partiti" in senso lato) che nella vita politica della Repubblica romana sosteneva le istanze del popolo

Italiano

Definisce la fazione dei popolari.

Wikipedia in italiano, Praenomina romani

voce
Appius (Ap.) – "Appio", usato solo dalla Gens Claudia.

Italiano

Elenco completo dei praenomina, con Appius. La pagina segnala di non citare fonti.

Wikipedia in italiano, Proscrizione

voce
la proscrizione di Silla è dunque chiamata così consistendo semplicemente in liste di cittadini dichiarati hostes publici ('nemici pubblici'), i cui beni subivano la confisca.

Italiano

Spiega che cos'erano le liste di proscrizione di Silla.

Wikipedia in italiano, Pubblicano

voce
Era detto pubblicano, nell'antica Roma, l'appaltatore di tributi.

Italiano

Definisce il publicano.

Wikipedia in italiano, Suburra

voce
La Suburra, o Subura (di etimo ignoto), era un vasto e popoloso quartiere dell'antica Roma, situato a sud del Murus Terreus alle Carinae, che si estendeva sulle pendici dei colli Quirinale e Viminale fino alle propaggini dell'Esquilino (Oppio, Cispio e Fagutal).

Italiano

Conferma la posizione e il carattere popoloso della Suburra.

Wikipedia in italiano, Tempio della Concordia

voce
Venne usato come archivio di Stato durante l'epoca repubblicana e per le riunioni del Senato romano, particolarmente nei tempi di disordini civili: qui per esempio Cicerone pronunciò la quarta Catilinaria

Italiano

Conferma che nel tempio della Concordia si riuniva il Senato e che vi fu pronunciata la Quarta Catilinaria.

Wikipedia in italiano, Toga

voce
Toga candida: ossia bianca, indossata dai candidati che si presentavano alle elezioni.

Italiano

Conferma l'uso della toga candida da parte dei candidati.

Wikipedia in italiano, Trastevere

voce
Il nome deriva dal latino trans Tiberim, ovvero "al di là del Tevere"

Italiano

Conferma il nome latino e la posizione oltre il Tevere.

Wikipedia in italiano, Via Appia

voce
La via partiva originariamente da Porta Capena, in seguito da Porta Appia.

Italiano

Conferma che la Via Appia partiva dalla porta Capena, dove Cicerone ricorda i sepolcri delle grandi famiglie.